Il Tirreno

Riassunte sette lavoratrici, ora l’azienda resta a Cecina

di Matteo Baccellini
Riassunte sette lavoratrici, ora l’azienda resta a Cecina

Ricollocate per il momento alla lavanderia Toscana Full Service di Cascina Il titolare vuole riaprire a breve in città, grazie anche alla Fondazione Maffi

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CECINA. A volte capita che la morsa della crisi nasconda dietro di sé risorse impreviste. Che spalancano le porte a un lieto fine. E' un po' la storia delle lavoratrici della lavanderia Dussmann: dodici di loro da aprile hanno perso il lavoro mettendo nei guai le famiglie per le quali rappresentavano spesso la prima fonte di reddito.

Una vicenda nata dalla decisione del colosso tedesco di abbandonare la sede di Poggio Gagliardo, spostando l'attività di lavanderia (minoritaria per la Dussmann) sia a Porto S.Stefano che a Roccastrada, in Maremma. Da ieri il lavoro le donne l'hanno ritrovato: un po' più lontane da casa, d'accordo, a Cascina, (sono 52 Km di sola andata) ma il periodo da pendolari per sette di loro (le altre hanno rinunciato per problemi di famiglia) non durerà molto.

Merito stavolta di un imprenditore illuminato, Andrea Gamba dell'azienda Toscana Full Service, che ha raccolto l'invito piuttosto pressante della Fondazione Maffi. Sollecitata a sua volta dall'amministrazione comunale cecinese, che ha fatto da mediatrice dell’operazione con il sindaco Benedetti, e dalla Filcams Cgil. «Il cliente maggiore della lavanderia “fuggita” - ha spiegato il sindacalista Franco Franceschini - era proprio la Fondazione Maffi. Noi dopo la protesta delle lavoratrici rimaste senza posto abbiamo contattato le giunte di Cecina, Rosignano, Riparbella e Montescudaio. E successivamente il percorso è stato quello di sentire la casa cardinale». Il risultato è stato quanto di meglio non si potesse attendere: la società di Cascina ha già assunto part time (a 18 ore settimanali) le lavoratrici. Per ora alla lavanderia di Cascina, ma a breve l’azienda si trasferirà proprio a Cecina: Andrea Gamba è già in cerca di un capannone nel comune dove far partire alcuni lavori di adeguamento. «Per noi il superamento di questa crisi occupazionale è un segnale importante - ha detto il sindaco Benedetti - Il primo grazie va alla Fondazione Maffi che si è dimostrata attenta e sensibile alle esigenze del territorio, non solo permettendo di trovare un imprenditore che riassumesse le lavoratrici, ma anche ottenendo l’impegno che la Toscana Full Service puntasse ad espandersi sul nostro territorio».

In una storia così positiva, resta un piccolo neo: il destino dei quattro autisti che lavoravano per la Dussmann e che invece per il momento non hanno trovato un nuovo posto a Cascina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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