Gioco
«Cambiare nome senza riqualificare sarebbe inutile»
La riflessione della conduttrice rosignanese Tessa Gelisio «Bonifica intorno allo stabilimento e interventi lungimiranti»
ROSIGNANO. «La bellezza è l’economia di un territorio». Termina con questa frase l’intervista a Tessa Gelisio, nata ad Alghero ma cresciuta tra Rosignano Marittimo e Castiglioncello prima di prendere il volo, a 19 anni, e diventare uno dei volti più famosi della televisione conducendo programmi di successo come Pianeta Mare su Rete 4, giunto alla decima edizione, e Cotto e mangiato su Italia Uno.
Un volto pulito, quello di Tessa, giornalista, presidente dell’associazione ambientale Pro Planet Onlus, testimonial di impegni civili, negli anni ha portato i telespettatori a visitare gli angoli più belli d’Italia. E proprio a lei, che sente forte il legame con Rosignano, abbiamo rivolto alcune domande su Rosignano e, in particolare, sulla proposta lanciata dall’unione albergatori di cambiare il nome di Rosignano Solvay in Marina di Rosignano. Nonostante i suoi numerosi impegni, Tessa non si sottrae alle nostre domande, anzi, dice di essere abbastanza informata sui fatti.
A Rosignano viene spesso perché qui vive la sua famiglia; i suoi genitori, Luciano e Antonella, artisti del cuoio, gestiscono un laboratorio di pelletteria e un negozio a Castiglioncello.
Cosa ne pensa della proposta avanzata dagli albergatori e da alcuni operatori di cambiare il nome a Rosignano aggiungendo Marina al posto di Solvay?
«Se lo scopo della proposta è quello di sciogliere il connubio tra industria e territorio per proiettare Rosignano verso uno sviluppo turistico, credo che il solo cambio di nome non possa bastare. La comunicazione sulla rete ha raggiunto livelli tali che è difficile nascondere qualche cosa. Ormai tutti vanno su internet dove le informazioni viaggiano veloci e, digitando Rosignano, appaiano notizie legate alla fabbrica , come quelle che ultimamente hanno riguardato l’inquinamento alle Spiagge Bianche. Non si può nascondere e non sarebbe neanche giusto».
Cosa a sarebbe necessario per rilanciare il territorio di Rosignano dal punto di vista turistico?
«Non è sufficiente cambiare il nome a Rosignano. Per prima cosa dovrebbe essere messa in sicurezza, dal punto di vista ambientale, l’area e la costa attorno alla fabbrica. Fatto questo primo passo chiedersi come potrebbe evolvere il territorio, di che cosa ci sia bisogno e dare una prospettiva a lungo periodo così da pianificare gli interventi necessari per un suo sviluppo turistico».
In questi anni qualche cosa è stato fatto dal punto di vista di riqualificazione urbana?
«Mi viene in mente il lungomare, in particolare quello di Castiglioncello che è stato riqualificato. Ma, in generale, non mi pare che in questi anni sia stato fatto molto. E comunque potrebbe essere fatto molto di più. Rosignano così come Castiglioncello devono ormai competere con tante altre belle località italiane».
Qualche consiglio in particolare?
«Bisognerebbe puntare di più sui servizi, agevolare gli imprenditori che vogliano aprire nuove attività attraverso la semplificazione burocratica. Troppi i vincoli imposti. Smettere di costruire casette a schiera che ormai si trovano ovunque, avere più cura e rispetto dell’ambiente ricordandosi sempre che la bellezza paesaggistica di un territorio è economia».
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