Finanza
«Salvataggi a raffica, servono le multe»
Lo sfogo dei bagnini delle Spiagge bianche che ieri hanno ripescato dalle onde dieci persone
ROSIGNANO. «Non mi era mai capitato di dovermi tuffare ogni dieci minuti per salvare una vita». Lo sfogo di Delfo Rofi, storico bagnino attivo alle Spiagge bianche, nel tratto davanti al punto azzurro al Galafone, comincia così. E poi racconta una giornata ai limiti della realtà.
«Il primo allarme c’è stato intorno alle 11 - spiega Rofi - e poi fino alle 13 di oggi (ieri, ndr) non abbiamo mai smesso di intervenire». In due ore il gruppo di salvataggio formato dallo stesso Rofi con Cristina Dionisi e Maurizio Garofalo ha portato a riva nove persone. «Tutte hanno rischiato la vita - prosegue Rofi - e noi insieme a loro. Siamo stremati e non è giusto che noi mettiamo continuamente a repentaglio la nostra vita perché molti bagnanti non rispettano le regole». Il bagnino del Galafone spiega che ieri mattina il mare era ancora grosso, c’era la bandiera rossa e lui e i colleghi, non appena vedevano i turisti avvicinarsi al mare cominciavano a fischiare, per impedire che si tuffassero. «Il problema - dice ancora Rofi - è che spesso cittadini e turisti, soprattutto gli stranieri che vengono dall’Est, non badano alle norme». Così intorno alle 11 Rofi e i colleghi si sono tuffati per salvare 3 ragazzi stranieri che non arrivavano a 15 anni, poco meno di un’ora dopo è stata la volta di due bambini con i loro genitori che «erano rimasti come intrappolati nella corrente, abbiamo dovuto fare una catena umana per riuscire a raggiungerli». Poi intorno alle 13 a tuffarsi in mare sono stati due adolescenti del nord Italia. «Anche in questo caso salvarli è stato difficile - spiega ancora il bagnino - ci hanno dato una amano i bagnanti a terra e i senegalesi che transitavano in zona, altrimenti da soli non so se ce l’avremmo fatta». Nel pomeriggio a squadra formata da Lorenzo Rascuglia, Marco Quaglierini e Claudio Rosi, dato che il mare si è calmato, ha avuto maggior fortuna. «Ma comunque anche loro - dice Rofi - hanno salvato almeno una persona. Alla fine abbiamo chiamato la Guardia costiera di Vada perché facesse rispettare le regole. Forse solo facendo le multe è possibile che i bagnanti smettano di affrontare il mare in tempesta senza tenere conto dei divieti e della bandiera rossa».
La Guardia costiera è andata a «dissuadere i villeggianti, ma le multe non possiamo farle, non lo prevede la regolamentazione del Comune», dice il comandante Alessandro Balisciano.
Anna Cecchini
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