Il Tirreno

«Se serve al turismo ok»: il sindacato apre con riserve al cambio di nome di Rosignano Solvay

«Se serve al turismo ok»: il sindacato apre con riserve al cambio di nome di Rosignano Solvay

Tarchi: «Marina può andar bene, ma poi è un controsenso andare a manifestare dicendo che le nostre spiagge sono inquinate». Vallini (rsu): «Da solo non basta». Intanto, il nostro sondaggio ha superato le 1000 preferenze: avanti il sì con il 54%

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ROSIGNANO. «Se la proposta di cambiare il nome a Rosignano sostituendo Solvay con Marina ha lo scopo di rilanciare turisticamente la frazione, può andare anche bene. Ma allora è un controsenso andare a manifestare sulle spiagge dicendo che sono inquinate».

A dirlo Ugo Tarchi sindacalista storico della Cgil che per anni è stato un punto di riferimento della Rsu della fabbrica Solvay. A una settimana di distanza dalla proposta avanzata dall’Unione Albergatori e sostenuta da un nutrito gruppo di operatori turistici e residenti di mutare il nome di Rosignano Solvay in Marina di Rosignano, il paese si trova spaccato in due.

Una proposta che sta animando il dibattito tra i cittadini che stanno mostrando il loro interesse anche attraverso il sondaggio lanciato dal Tirreno sul proprio sito. Oltre 900 i voti espressi con il 55% dei votanti a favore del cambiamento e il 45% che ha espresso un voto contrario.

SONDAGGIO Da Rosignano Solvay a Marina di Rosignano: sì o no?

Opinioni diverse, talvolta contrapposte, tra chi storicamente i sente legato alla fabbrica che ha dato i natali al “Paese Nuvo” e tra chi invece vorrebbe guardare ad un futuro diverso. Duplice la lettura che da Ugo Tarchi: «Se guardiamo la storia di questo territorio – dice – è innegabile che il paese sia nato con la fabbrica. Le case, l’ospedale, il teatro, la scuola, tutto costruito secondo l’impronta belga, tutto immerso in giardini, parchi e viali alberati tanto che si parlava di Rosignano come la Città giardino». Insomma un paese costruito attorno alla fabbrica, con palazzi, villette e ville circondate da giardini realizzate per i dipendenti che un tempo affollavano lo stabilimento.

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«E dunque da un punto di vista storico – dice Tarchi - sarebbe giusto mantenere l’attuale nome alla frazione. Se invece l’obiettivo della proposta è quello di scollegare Rosignano dalla fabbrica per rilanciare il paese da un punto di vista turistico – continua – che si cambi pure il nome sostituendo o aggiungendo Marina a Solvay; ma se l’obiettivo è turistico, come mi è parso di capire, allora ha poco senso andare in piena estate, come accaduto pochi giorni fa a manifestare, sulle spiagge per dire che sono inquinate».

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Il cambio di nome di una località, di per sé, potrebbe non essere un problema “ma – dice Rossella Vallini della Rsu di fabbrica – da solo non basta. Occorrono altri progetti per offrire ai turisti qualche cosa in più”. Vallini precisa: “sinceramente in questi giorni non ci siamo confrontati sulla proposta avanzata dall’Unione Albergatori, avevamo altro di cui parlare. E’ innegabile che Rosignano Solvay sia nata con la fabbrica tanto che le persone più anziane, quando dovevano raggiungere la frazione, parlavano di Paese Nuovo. Comunque se il cambio di nome è necessario a dare un nuovo impulso alla frazione da un punto di vista turistico e, soprattutto, a creare nuovi posti di lavoro, si aggiunga pure Marina. Come sindacato proteggiamo sempre il lavoro sia che si tratta di lavoratori nell’industria sia che si tratti di lavoratori nel terziario”.

Alessandra Bernardeschi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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