Sicurezza
Un invaso a Pian di Goro per sconfiggere la grande sete
MONTESCUDAIO. Se anche l’acqua è abbondante, non dimentichiamo la crisi idrica dello scorso anno. A riproporre l’attenzione sull’uso della vitale risorsa è Insieme per Cambiare di Montescudaio. In...
MONTESCUDAIO. Se anche l’acqua è abbondante, non dimentichiamo la crisi idrica dello scorso anno. A riproporre l’attenzione sull’uso della vitale risorsa è Insieme per Cambiare di Montescudaio. In una nota, Fabio Tinelli Roncalli e Loriano Fidanzi (Insieme per cambiare di Pomarance), puntano il dito contro una classe politica «miope e incapace».
Viceversa il problema va affrontato dalla radice e in particolare nella riapertura della concertazione con l’industria per individuare una mediazione tra consumi umani e industriali, laddove i primi sono privilegiati rispetto ai secondi. Ma nel lungo periodo va compiuta un’analisi tra costi e benefici: «A causa dell’andamento torrentizio del fiume, l’acqua in Val di Cecina c’è in abbondanza. Bisogna trattenerla costruendo uno o più invasi».
Le soluzioni proposte, per una ragione o l’altra, si sono rivelate impraticabili: «Gli invasi Idro-S a Montescudaio, essendo a valle, raccoglierebbero acqua inquinata esponendo la falda di ottima qualità sottostante a un rischio altissimo di contaminazione. Ancora peggio l’invaso di Puretta - aggiungono Tinelli Roncalli e Fidanzi -: è estremamente impattante dal punto di vista ambientale, completamente anti-economico in relazione all’acqua invasata, di lunghissima realizzazione e con una progettazione contestata». Ovvero: «Finte soluzioni che non andavano nemmeno concepite e che sono state portate avanti solo per favorire interessi particolari». Una soluzione potrebbe essere più a monte, nel bacino di Pian di Goro, con evidenti vantaggi e costi accessibili. «Ma tale soluzione va ancora studiata nel dettaglio - osservano Tonelli Roncalli e Fidanzi - ma non è detto che occorra più tempo che per le altre, considerando che quasi sicuramente sarebbe molto più accettata e senza strascichi giudiziari. Ricordiamo che il presidente della Toscana di recente si è schierato a favore di nuovi invasi e che tali opere rientrano a pieno titolo in quei progetti di manutenzione diffusa del territorio che cominciano a entrare nel programma di quasi tutti i partiti politici, in contrasto alle grandi opere costose e inutili».
In effetti la disponibilità di acqua, oltre che favorire l’industria e la popolazione civile, darebbe un grande impulso all’agricoltura. Ma un aspetto va salvaguardato: «Le società partecipate devono essere ripulite dalla presenza degli esponenti dei partiti e dei raccomandati e rifondate sulla base di principi meritocratici. Le persone vanno scelte per competenza, non per fedeltà politica. E chi sbaglia deve andare a casa».
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