Il Tirreno

Rosignano e la Liberazione il dopo Mussolini in un libro

A 70 anni dalla caduta del duce l’Anpi si affida un ricercatore della Normale per ricostruire gli eventi di quei giorni: dall’arresto di Fiorentini alle epurazioni

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ROSIGNANO. A Rosignano le manifestazioni all’indomani della destituzione di Benito Mussolini, annunciata il 25 luglio del 1943, si legarono alla protesta operaia, muovendo proprio dalla fabbrica Solvay. Questo e altri aspetti salienti – che caratterizzano, nel Comune di Rosignano, i giorni immediatamente successivi all’ordine del giorno Grandi – sono oggetto di una ricerca storica affidata dall’Anpi locale (con il sostegno dell’amministrazione e in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza di Livorno) a Matteo Caponi, ricercatore alla Scuola Normale superiore di Pisa. «Quest’anno – dice Giacomo Luppichini, presidente dell’Anpi – ricorrono i 70 anni dalla data che rappresenta il primo passo verso la Liberazione dal nazifascismo. Per questo abbiamo deciso di commissionare un’indagine storiografica che ricostruisca gli eventi immediatamente successivi a quell’episodio. Lo studio – prosegue – dovrebbe approdare alla pubblicazione di un volume». Uno studio arricchito dalle testimonianze di due cittadini viventi: Leo Gattini e Giovanni Porpora. Si suppone, tuttavia che potrebbero esserci anche altri testimoni. A questo proposito Luppichini fa appello a chi «avesse testimonianze o fonti utili a farsi avanti, contattando l’Anpi».
Manifestazione in fabbrica. «Dopo l’annuncio della destituzione di Mussolini – spiega Caponi – avvenuta la notte fra il 24 e il 25 luglio del 1943, ma comunicata la mattina del 27, anche a Rosignano come in tutta Italia si levarono manifestazioni di giubilo. Tutte le fonti dicono che il corteo partì, sventolando il tricolore, dallo stabilimento Solvay (dove sembra che furono nascoste le bandiere), all’orario di uscita dalla fabbrica».

Il sindaco ribelle. Come spiega Caponi «non fu tuttavia l’episodio della manifestazione del 27 luglio, svolta senza disordini, che fece scattare l’arresto di tre rosignanesi che pure vi presero parte: Enzo Fiorentini, futuro sindaco, Oberdan Potestà e Alfredo Stefanini, tutti futuri partigiani. Il motivo fu che su di essi si fece ricadere la responsabilità delle richiesta, il giorno dopo, di epurazione di 80 dirigenti della Solvay – fra i quali anche il direttore, l’ingegner Ulisse Seni - compromessi col Regime».
L’epurazione. I tre futuri partigiani furono incarcerati, ma la loro azione ebbe delle conseguenze. «In seguito alla presentazione della lista – spiega il ricercatore – ci fu una trattativa, e furono epurate 19 persone».

Gli appuntamenti. «A settembre – annuncia Luppichini – per celebrare l’inizio della Resistenza faremo due iniziative: la presentazione del volume “La scelta” a cura della direttrice dell’Istituto storico della Resistenza di Livorno, Katia Sonetti, che raccoglie un’intervista inedita a Rino Pachetti, partigiano, medaglia d’oro; l’altra è la presentazione di due videointerviste a un altro partigiano di Rosignano, Sante Danesin, raccolta da Demiro Marchi. Saranno ricordati anche gli episodi dell’affondamento di due navi italiane nelle acque antistanti a Castiglioncello già trattate nel volume di Gabriele Milani “Bombe su Castiglioncello”. Fra ottobre e novembre, un ciclo di cinque conferenze, rivolte a scuole e cittadinanza, intitolate “La nostra libertà a cosa è servita”. Confermate le presenze dei docenti Paolo Pezzino e Salvatore Settis. Il 23 dicembre, a Gabbro, ci sarà la deposizione di una lapide in memoria di un gruppo di 14 ebrei sfollati da Livorno nella frazione collinare, da dove furono prelevati e deportati nei campi di concentramento in Germania. Ne sopravvisse solo uno».

Chiara Castaldi

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