La manifestazione
Allo studio una soluzione per le tombe profanate
Dal Comune si telefona alle famiglie e si prova a coinvolgere l’assicurazione Intanto prende sempre più corpo l’ipotesi di un impianto di videosorveglianza
CECINA. Mentre proseguono le indagini dei carabinieri per dare un nome e un cognome a chi ha distrutto proprio una settimana fa 51 tombe a colpi di mazzolo o piccone, inizia la conta dei danni.
Infatti, al di là dell’oltraggio vergognoso ai sepolcri, va considerata la ben più materiale questione economica: riparare marmi e graniti costa, e non poco.
In un primo momento, e a caldo, è stato stimato che per riparare al disastro serviranno almeno quarantamila euro. Questo perché diversi sepolcri sono stati solo scheggiati o bucati, ma altri hanno subìto un trattamento ben peggiore.
Per venire incontro alle difficoltà delle famiglie, doppiamente beffate, dal Comune hanno pensato di provare ad accedere alla copertura assicurativa di cui gode l’ente.
Proprio in questi giorni stanno partendo da palazzo civico le telefonate ai parenti dei defunti dalle tombe scheggiate. Vengono chiesti foto, documenti, preventivi di spesa.
«Tutto il materiale raccolto verrà spedito alla nostra assicurazione - spiega l’assessore di riferimento Monica Mansani – per chiedere un risarcimento del danno. Ci stiamo attivando proprio in questi giorni».
Va però detto che non è affatto scontato che la compagnia copra le spese delle famiglie. Infatti le tombe si trovano su di un terreno comunale (il cimitero) ma sono, di fatto, di proprietà privata. Insomma, si gioca sul filo del rasoio.
«Percorriamo la strada dell’atto vandalico ai danni dell’ente pubblico. Noi ci proviamo, è un atto doveroso», ripete l’assessore.
C’è di più, proprio in questi giorni, starebbe circolando in piazza Carducci la convinzione sia che il camposanto cittadino che quello di Collemezzano abbiano bisogno di una “protezione” in più per scongiurare eventuali nuovi atti di inciviltà.
Pare sempre più concreta l’installazione di un impianto di videosorveglianza che funzioni da deterrente ma anche che registri i movimenti dei malintenzionati.
Soprattutto di notte, quando i custodi chiudono i cancelli e tornano a casa. Infatti, l’episodio della scorsa settimana è avvenuto proprio con il calare della luce, quando i vandali (o il vandalo) sono riusciti a introdursi nel cimitero da un buco in una rete.
Sicuramente è avvenuto dopo le 21, perché, sebbene la struttura fosse stata chiusa intorno alle 19, per almeno due ore all’interno della sala mortuaria erano presenti delle persone a vegliare un defunto. La scoperta il giorno dopo, intorno alle 8 di mattina.
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