Il Tirreno

Mandano a vuoto due furti alla Redeco e da Matteoli

di Fabrizio Cavallini
Mandano a vuoto due furti alla Redeco e da Matteoli

Nel primo caso un dipendente Rea ha sorpreso i ladri fuggiti con parte del bottino Nel secondo un automobilista ha visto in azione una mola e ha chiamato il 112

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CECINA. Quando alle quattro e mezzo dell'altra notte un dipendente Rea è entrato nel parco Redeco per parcheggiare la propria autovettura e apprestarsi a partire per il programmato lavoro della pulizia di un tratto di spiaggia del nostro litorale ha visto un fuggi-fuggi di persone. Almeno quattro.

Senza esitare ha chiamato il 112. Ma gli intrusi si sono rapidamente dileguati uscendo da dove erano entrati, vale a dire dall'apertura praticata nella rete di recinzione in una porzione sul retro prospiciente i campi, facendo perdere le loro tracce. Così quando le forze dell'ordine sono arrivate non è rimasto loro che constatare l'avvenuta forzatura di uno dei due finestroni scorrevoli in alluminio del capannone Redeco che danno sugli uffici e sulla sala riunioni.

E vedere quali erano gli attrezzi usati per lo scasso. Una volta all'interno i malviventi avevano cominciato a rovistare dappertutto impossessandosi di 2.000 euro in contanti, buoni pasto, tessere prepagate per l'autostrada, una cinepresa e un computer portatile; un danno complessivo di 4.000 euro; 5.000, se si considera quello arrecato alla struttura della società per azioni di via Pasubio 130 che si occupa di rifiuti civili, industriali, impianti, macchinari.

Non è la prima volta che la Redeco viene visitata dai ladri; un paio di anni fa due giovani dell'Europa dell'Est rubarono un computer, ma furono visti fuggire in macchina e dal numero della targa si risalì al nome del conducente, che fu successivamente arrestato.

Tornando all'ultimo colpo, il quartetto dopo aver perlustrato e rubato quanto dicevamo è entrato nella stanza della cassaforte, però veniva appunto disturbato dall'arrivo dell'auto: fuga rapida e scrigno rimasto intatto. All'interno della struttura Redeco sono stati abbandonati nella fretta gli arnesi che i ladri avevano con loro.

Altro episodio malavitoso alle 21,30 di venerdì scorso: un colpo fortunatamente non andato a segno. Per una mera coincidenza: mentre i ladri tagliavano con la mola il lucchetto del cancello di accesso alla ditta Matteoli macchine agricole-giardinaggio, nella prospiciente via provinciale dei Tre comuni è transitata una macchina il cui conducente ha visto lo sfavillìo della mola rendendosi subito conto di cosa succedeva. Così ha chiamato i proprietari della ditta e i carabinieri. I ladri - probabilmente due - accortisi di essere scoperti perché l'automobilista aveva puntato verso di loro i fari e soprattutto perché all'apertura del cancello aveva suonato un allarme ad esso collegato, sono allora saliti su un camion e sono fuggiti, abbandonandolo poco dopo nei pressi della vicina osteria del Casone.

Lì c'era forse una macchina ad attenderli, oppure si sono infilati nella macchia. Un colpo sfumato in extremis che avrebbe fruttato centinaia di migliaia di euro (bottino, un camioncino e tre trattori). Vediamo le fasi della (ben orchestrata) vicenda malavitosa. I ladri saltano la recinzione dal retro del capannone e quindi fuori vista del fronte stradale, oscurano le fotocellule dell'allarme e caricano un trattore su un camion della ditta parcheggiato nel piazzale; poi ne predispongono altri due, pronti a caricarli su un secondo mezzo (più grande, dotato di gru, rubato da poco a Follonica). Ma quando arrivano ad aprire il cancello per sollevare i trattori, adagiarli sul secondo mezzo e fuggire, il piano va a rotoli. Vane, dopo, le ricerche dei fuggitivi da parte dei carabinieri, entrati anche nei boschi con le jeep.

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