Il Tirreno

Contratti energia, boom di recessi

di Gianni Parrini
Contratti energia, boom di recessi

Almeno 150 gli utenti insoddisfatti dalle tariffe che si sono rivolti al Movimento consumatori

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ROSIGNANO. «Buongiorno, siamo dell'Enel. Mi fa vedere la bolletta così le dico se con le nuove tariffe può risparmiare». Il messaggio con cui si presentano alla porta è, più o meno, questo. E quasi sempre funziona: del resto Enel è la società che da 60 anni fornisce l’energia elettrica e il gas alle case degli italiani. Una sicurezza, in pratica. Ma quelli che si presentano all’ingresso sono venditori che Enel energia, società che opera sul libero mercato, ingaggia da terzi per cercare di far cambiare operatore alle famiglie proponendo tariffe che non sempre si rilevano più economiche. E anche il loro comportamento, di cui Enel energia non è direttamente responsabile, spesso non si dimostra irreprensibile. Ma una volta scoperta la scarsa convenienza dei nuovi accordi, i cittadini bussano alla porta del Movimento consumatori. «Nell’ultimo anno abbiamo avuto circa 150 casi di persone che volevano recedere dal contratto – spiega Alessandro Masoni, titolare dell’associazione – Gli agenti che si presentano presso le abitazioni degli utenti affermano di essere operatori di Enel e propongono nuove tariffe che, a detta loro, consentono di risparmiare sulle bollette. In realtà, sono veri e propri venditori porta a porta che Enel energia, società di libero mercato del gruppo Enel, ha assoldato per cercare di fare nuovi contratti con le sue offerte». La prima cosa da fare in questi casi è recedere dal contratto: «Ma ci sono solo 10 giorni di tempo per farlo – prosegue Masoni – Se il termine è scaduto bisogna aspettare due mesi e pagare almeno la prima bolletta». Il Movimento consumatori non resta con le mani in mano: «Segnaliamo le irregolarità a Enel energia e all’Autorità garante. E quando il comportamento degli operatori è palesemente proditorio presentiamo denuncia per informazione ingannevole e truffa. Ad oggi è capitato nel 10% dei casi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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