Sicurezza
Pd, divampa la polemica dopo la bandiera a lutto
Circolo Marina-Centro, alcuni iscritti accusano: «Scelta di pochi, non discussa» Biondo: «Sbagliata la fiducia ad Alfano». Lippi: «Errore far cadere il governo»
CECINA. Ma allora è solo un problema di social network? Del web che divora la realtà e annulla i tempi del vecchio assemblearismo? Perché di questo si discute all’indomani del gesto di protesta del circolo Marina-Centro del Pd che, contro la decisione di rinnovare la fiducia al vice premier Alfano sulla “vicenda kazaka”, ha esposto la bandiera del Pd listata a lutto. Un’omaggio alla memoria di Paolo Borsellino - ha scritto Emiliano Costagli - ,ma anche una protesta verso la segreteria Epifani che sostiene un ministro, il pidiellino Alfano, che per dolo o colpa ha permesso che nel nostro Paese avvenisse una violazione dei diritti umani.
Così, mentre in piazza Guerrazzi, sventola una bandiera a lutto, nel Pd volano stracci. E si riaprono polemiche e dissapori. Il segretario provinciale Samuele Lippi non affonda il coltello, ma avverte: «Mi auguro che la decisione sia maturata almeno nella segreteria». Alcuni membri del circolo, però, criticano la scelta («nessuno ci ha informato», «valeva la pena parlarne insieme»). Soprattutto per come è stata presa. Ed anche l’ex segretaria comunale Alessandra Meini contesta: «la vicenda del circolo Marina Centro avrebbe meritato un percorso diverso. Non basta mettere su Fb una posizione personale di dissenso con l'intenzione di togliere, in segno di protesta , la bandiera. Non tutti gli iscritti di quel circolo hanno Fb e visto che siamo ancora un partito con delle sedi in cui ci di riunisce per discutere, avrei voluto che una decisione simile fosse adottata nel modo opportuno ed essere coinvolta». Anche Bozolo, iscritto di Marina Centro, conferma: «Non sono iscritto a Fb, credo che certe scelte meriterebbero una discussione non solo sui social network». E Andrea Conti - stavolta su Fb - si chiede «quale organismo abbia preso questa decisione». Solo un problema di linguaggio e comunicazione?
Il fatto è che le divisioni e l’insofferenza di una parte dell’elettorato Pd per scelte e provvedimenti presi più nel nome della governabilità che per convinzione trovano valvole di sfogo diverse. Luna Biondo non parla per non personalizzare la polemica, ma in sostanza dice: scelta maturata velocemente, nessuno scandalo, un po’ come il manifesto per il dissenso quando il Pd livornese disse no a Marini. Nessuno stupore poi, perchè da tempo il circolo Marina assume posizioni critiche contro certe scelte della segreteria. E alcuni militanti difendono la Biondo: «Si era dimessa, è stata riconfermata a maggioranza».
Intanto da Livorno Lippi ammette le difficoltà, ma avverte: «Lo sapevamo quando abbiamo detto sì al governo col Pdl. Ma si preferisce far cadere un governo quando c’è da finanziare la cassa integrazione, c’è il semestre europeo, c’è una finanziaria da varare e ci sono le riforme istituzionali da fare?»(a.r.)
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