Finanza
Rea, il debito si riduce ma la lista non c’è
La presidente Benini non fornisce l’elenco dei clienti insolventi neppure davanti alla Commissione di controllo e garanzia
ROSIGNANO. Cominciano dalla fine. Ovvero dal fatto che la lista dei debitori di Rea non è venuta fuori neppure stavolta. Per il resto, la commissione di garanzia e controllo convocata per ieri mattina a palazzo civico, allo scopo di fare chiarezza sui crediti (nei confronti di soggetti pubblici e privati) e debiti (verso il Comune di Rosignano) che Rea servizi ha accumulato nel corso del tempo, è servita solo a buttare un po’ di fumo negli occhi. Ma i punti interrogativi rimangono. E forse se ne aggiungono di nuovi.
I numeri. Partiamo dai dati che la presidente Lilia Benini, assieme al direttore generale Massimiliano Monti, ha offerto ai presenti: «Siamo in una fase di passaggio – ha spiegato – Dall’inizio del 2013, infatti, Rea Servizi si è divisa da Rea Impianti, divenendo una società del tutto autonoma, con 115 dipendenti, più una trentina di stagionali. Siamo in attesa di entrare a far parte dell’Ato Costa, in cui Rea confluirà assieme ad altre società di raccolta e smaltimento dei rifiuti». Veniamo ai crediti non riscossi: «Il momento è difficile – prosegue Benini – Ci sono difficoltà sia per i Comuni che per le imprese nel rispettare i tempi di pagamento: i crediti scaduti derivanti da soggetti di tipo pubblico (Comuni o società partecipate, ndr) ammontano a 5 milioni e 997mila euro, mentre i crediti derivanti da soggetti privati ammontano a 3 milioni e 909mila euro. Poi ci sono i soldi che dobbiamo ancora riscuotere per il mancato pagamento della Tia da parte dei cittadini nei Comuni in cui svolgevamo il servizio: sono 5 milioni e 431.272». In totale il credito che la società deve recuperare è di 15 milioni e 338mila euro.
Il piano di rientro. Si è poi passati ad esaminare la strategia che la società di raccolta e smaltimento dei rifiuti ha predisposto per colmare il debito che ha verso il Comune di Rosignano. «Cominciano col dire che la cifra di 20 milioni di cui si è parlato era relativa alla fine del 2012 – ha spiegato la presidente Benini – Oggi la somma da saldare si è ridotta, dato che abbiamo già versato 2,5 milioni. Il resto sarà abbattuto non riscuotendo dal Comune il costo del servizio di raccolta e smaltimento per il 2013 e il 2014 (5 milioni e 800mila euro l’anno). Restano altri 5 milioni e 738 mila euro, che contiamo di pagare in 17 rate da 350mila euro». Insomma, i famosi 20 milioni verrebbero ripianati nell’arco di un paio di anni e senza grosse difficoltà. O questo, almeno, è quello che dovrebbe avvenire.
I dubbi. Ma nonostante l’ottimismo espresso dal management di Rea (società partecipata da 13 Comuni a cui si aggiunge un soggetto privato) rimangono molte perplessità. In primo luogo, e i consiglieri presenti alla seduta della commissione lo hanno fatto notare, non si capisce come la società possa rimanere in piedi facendo lavorare e pagando per due anni gli stipendi a 115 dipendenti senza riscuotere 11,6 milioni dal Comune di Rosignano. «Rientreremo dei crediti che vantiamo e in ogni caso ci sono degli accantonamenti messi a garanzia nel caso di insoluti e fallimenti (7 milioni, ndr)», spiegano i manager. Può darsi. Ma non è detto che siano sufficienti. Inoltre, valutando il numero dei crediti scaduti, non si capisce se la società ha iniziato a garantirsi chiedendo ai propri clienti delle fideiussioni. Una pratica che in passato era stata consigliata anche dai sindaci revisori nella relazione al bilancio. Infine, ci si domanda che fine faranno i debiti di Rea nel momento in cui la società confluirà nell’Ato Costa: alcuni osservatori dubitano che i soggetti pubblici (si è parlato in particolare di Comuni e società partecipate della Lucchesia) a quel punto salderanno il conto.
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