Il Tirreno

Divieto di balneazione revocato a metà

ROSIGNANO
Divieto di balneazione revocato a metà

Le nuove analisi di Arpat: su 5 punti di prelievo quattro sono in regola, uno rimane sopra i limiti

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ROSIGNANO. Divieto di balneazione revocato a metà. Nel pomeriggio di ieri Arpat ha comunicato l’esito delle analisi sulle acque campionate martedì davanti al lungomare Monte alla Rena, a Rosignano Solvay. Ebbene, il risultato non è del tutto soddisfacente. Dei cinque punti di prelievo presi in considerazione, solo quattro hanno fatto registrare valori entro la norma per quanto riguarda i parametri batteriologici. Uno, invece, registra un picco nella presenza di enterococchi intestinali: 280 ufc/ml su un limite di idoneità di 200. Nessun superamento, invece, per quanto riguarda l’escherichia coli.

In base a questi risultati il vicesindaco Daniele Donati ha emanato una nuova ordinanza (anche stavolta non pubblicata sull’albo pretorio) con la quale restringe l’area interessata dal divieto di balneazione: si passa da 500 metri a 50. Il punto esatto in cui i bagnanti non potranno entrare in mare neppure per questo fine settimana è quello definito negli schemi di Arpat “sotto muretto”. Si tratta del tratto di spiaggia libera che passa vicino al canale in cui si sono riversati i liquami. Qui tra l’altro sono in corso le operazioni di bonifica ambientale dell’arenile, la cui sabbia è stata impregnata dai reflui. Alcune ditte stanno lavorando per sostituirla e l’intervento dovrebbe concludersi a giorni.

Sospiro di sollievo per i gestori dei bagni Trieste e Scoglietto, che rischiavano di trascorrere il weekend con il divieto di balneazione ancora in vigore. «La nuova ordinanza rimette le cose a posto – spiega Claudio Corrieri, dello Scoglietto – Anche se il fondo del mare continua ad essere un po’ melmoso. Speriamo arrivi una bella mareggiata a risolvere questo piccolo problema».

Intanto, i gestori dello Scoglietto hanno già dato mandato al loro avvocato di scrivere una lettera all’Asa, il soggetto che gestisce gli impianti elettronici che regolano il flusso dei reflui nelle tubature. «E non finisce qui – prosegue Corrieri – Stiamo facendo una stima dei danni che il divieto di balneazione ci ha causato. Decideremo come agire dopo aver visto quali progetti verranno messi in campo per evitare il ripetersi di situazioni analoghe. Non possiamo più tollerare una cosa del genere, per di più in piena stagione». Intanto, Corrieri fa notare, «che il divieto di balneazione aveva interessato solo i bagni Trieste e Scoglietto, mentre le prime analisi di Arpat hanno evidenziato che le acque erano inquinate anche davanti ad altri stabilimenti». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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