Finanza
Profanate nella notte cinquanta tombe
Lapidi spaccate, lastre sfondate con mazze e picconi. Rabbia tra i familiari. Torna ad allungarsi l’ombra delle messe nere
CECINA. A colpi di mazza e piccone hanno profanato cinquantuno tombe, compiendo uno dei gesti più vigliacchi e cattivi. Perché una tomba è un luogo del ricordo, un angolo dell'anima, l'ultimo intimo appiglio con chi è mancato all'affetto e alla vita. Un gesto vile a prescindere dalle motivazioni, che possono soltanto aggravarlo: e secondo molti lo aggravano, perché questo gesto sarebbe riconducibile a qualche setta satanica. Non sarebbe il primo episodio, tra l’altro.
Ma partiamo con i fatti. Ieri notte qualcuno è entrato nel cimitero comunale di via della Rimembranza, forse scavalcando il cancello dell’ingresso centrale oppure penetrando dal retro. «Il perimetro del resto è un colabrodo e qui ormai non c'è più sorveglianza» diceva ieri mattina il fioraio, Renzo Puccini.
Il guardiano in realtà c'è, ma non copre più il turno di notte. Rita Salvato, l’impiegata in servizio in questi giorni, mercoledì alle 19,10 ha chiuso i cancelli e li ha riaperti ieri mattina alle 8,15. Ha fatto il consueto giro di controllo e si è trovata davanti uno scenario desolante. Lapidi spaccate, lastre di marmo e granito sfondate, vasi fatti a pezzi. Alla fine del conteggio le tombe danneggiate sono risultate 51. Sono tutte quelle in fila tra i porticati 11, 12, 13 e 14, nella zona nuova del cimitero. Nessuno sembra avere dubbi: è stata opera di più persone, armate di mazze e picconi. Le prime hanno devastato, i secondi hanno sfondato.
«Per me è stata una setta - dice ancora il fioraio - questa non è opera di semplici vandali. Del resto non sarebbe la prima volta, da anni sappiamo che di notte c’è gente che si introduce nel cimitero per messe nere o riti satanici. Una volta c'era il custode che dormiva qua dentro, dagli anni Novanta il Comune ha cominciato a ridurre i servizi e tra questi anche la sorveglianza dei cimiteri, sia qui che a Collemezzano. Di giorno ci sono gli impiegati ma fanno orari di ufficio. Qui la notte è terra di nessuno. Le pattuglie non ci passano, custodi non ce ne sono, telecamere nemmeno. Questo episodio è davvero inquietante. Ma ricordate quello di qualche settimana fa? Secondo me non era casuale».
L'episodio cui si riferisce il fioraio è quello di metà giugno, quando davanti al cancello qualcuno lasciò un uovo ancora intero, del sale, alcune monete e una bottiglietta mignon di liquore, vuota. «Ora hanno spaccato tutto - dice ancora Puccini - si sono accaniti barbaramente su quelle tombe. Quando ho visto quello spettacolo ci ho pianto, immagino il dolore delle famiglie».
Il dolore e pure il danno. Una tomba costa sui due-tremila euro, alcune sono completamente distrutte, altre “solo” danneggiate. Da una prima stima il danno complessivo ammonta sui quarantamila euro. Scoperta la profanazione, l'impiegata ha cominciato ad avvisare le famiglie interessate, poi è andata dai carabinieri per formalizzare la denuncia. Alcuni parenti dei defunti erano già lì, al cimitero, per la consueta visita ai propri cari. Addolorati, sgomenti, furiosi.
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