La manifestazione
Nella notte profanate cinquanta tombe
Distrutte a colpi di mazza e piccone, torna l’ombra delle messe nere nel cimitero di Cecina
Nella notte di giovedì qualcuno è entrato nel cimitero comunale di via della Rimembranza, forse scavalcando il cancello dell’ingresso centrale oppure penetrando dal retro. «Il perimetro del resto è un colabrodo e qui ormai non c'è più sorveglianza» diceva ieri mattina il fioraio, Renzo Puccini.
Rita Salvato, l’impiegata in servizio in questi giorni, mercoledì alle 19,10 ha chiuso i cancelli e li ha riaperti ieri mattina alle 8,15. Ha fatto il consueto giro di controllo e si è trovata davanti uno scenario desolante. Lapidi spaccate, lastre di marmo e granito sfondate, vasi fatti a pezzi.
Alla fine del conteggio le tombe danneggiate sono risultate 51. Sono tutte quelle in fila tra i porticati 11, 12, 13 e 14, nella zona nuova del cimitero. Nessuno sembra avere dubbi: è stata opera di più persone, armate di mazze e picconi. «Per me è stata una setta - dice ancora il fioraio - questa non è opera di semplici vandali. Del resto non sarebbe la prima volta, da anni sappiamo che di notte c’è gente che si introduce nel cimitero per messe nere o riti satanici». L'episodio cui si riferisce il fioraio è quello di metà giugno, quando davanti al cancello qualcuno lasciò un uovo ancora intero, del sale, alcune monete e una bottiglietta mignon di liquore, vuota.
«Ora hanno spaccato tutto - dice ancora Puccini - si sono accaniti barbaramente su quelle tombe. Quando ho visto quello spettacolo ci ho pianto, immagino il dolore delle famiglie».
Il dolore e pure il danno. Una tomba costa sui due-tremila euro, alcune sono completamente distrutte, altre “solo” danneggiate. Da una prima stima il danno complessivo ammonta sui quarantamila euro.
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