La manifestazione
«E ora Asa ci spieghi cosa è successo»
Liquami in mare, il Comune chiede una relazione alla società che gestisce le tubazioni. Oggi nuovi controlli di Arpat
ROSIGNANO. Vogliono sapere esattamente in che modo i liquami sono finiti sulla spiaggia e poi in mare e anche in che modo adesso Asa intenda organizzarsi per evitare altri sversamenti.
L’amministrazione fa sul serio. E mentre nei circa 500 metri di spiaggia libera sul lungomare Colombo la balneazione resta interdetta, gli amministratori hanno deciso di vederci chiaro. Lo ha spiegato ieri mattina l’assessore all’ambiente Daniele Donati, in apertura del consiglio comunale. «Abbiamo chiesto ad Asa (la Spa che gestisce gli impianti sotterranei in cui confluiscono le fognature, ndr) una relazione dettagliata sull’evento».
Non solo, perché il Comune vuole anche capire come la società intenda organizzarsi per evitare che in futuro possano ripetersi episodi del genere, che certo non facilitano la già critica condizione del turismo.
«Abbiamo chiesto - prosegue Donati - anche un piano che indichi le misure che Asa intende mettere in campo perché in futuro non accadano più cose del genere». Anche perché lo sversamento è avvenuto pochi giorni dopo che l’amministrazione aveva terminato la riqualificazione del litorale rosignanese (sistemazione del parapetto che corre a fianco della passeggiata e dell’arenile). Un intervento che di fatto è stato vanificato dall’episodio di domenica notte quando il temporale ha mandato in tilt i sistemi elettronici di sollevamento che portano i liquami verso gli impianti di depurazione. Risultato: davanti al lungomare Colombo, dai bagni Lo Scoglietto e i bagni Trieste, si è formata una chiazza di reflui. Tanto che il Comune ha emanato un’ordinanza di divieto di balneazione, facendo intervenire subito i tecnici dell’Arpat per i campionamenti delle acque.
Non solo, l’amministrazione ha messo in moto Asa, che, in qualità di gestore degli impianti elettronici che regolano i flussi nelle tubature, ha avviato i lavori per bonificare l’arenile, sostituendo la sabbia contaminata.
«L’intervento assicura Donati - dovrebbe concludersi per il fine settimana. Ma per capire quali interventi mettere in campo per evitare in futuro fenomeni analoghi dobbiamo attendere la relazione di Asa. Solo dopo saranno chiari i passi da compiere per scongiurare questi episodi».
Intanto, mentre operatori turistici del lungomare e villegianti protestano, oggi l’Arpat dovrebbe rendere noti i risulttati dei campionamenti delle acque effettuati mercoledì, quando la chiazza di liquami cominciava già ad essersi dispersa. Sulla base di questi risultati il Comune deciderà se prolungare il divieto di balneazione o invece annullarlo.
Anna Cecchini
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