La manifestazione
Poste chiuse dieci giorni senza preavviso
Stop per lavori all’impianto di condizionamento. Gente arrabbiata, critico anche il sindaco
DONORATICO. Poste chiuse per dieci giorni senza preavviso. E’ quanto accaduto a Donoratico da ieri mattina per dieci giorni. Le cause? Lavori per la sistemazione degli impianti di condizionamento, o almeno è quanto scritto nel foglio appeso alla serranda esterna dei locali di via Piave. Una situazione che ha gettato nello scompiglio l’intera popolazione, soprattutto i professionisti che hanno caselle postali e gli anziani che per ritirare le raccomandate sono costretti a recarsi a San Vincenzo. Insomma non ha fine la lunga estate calda dei disservizi delle Poste italiane. Dopo la chiusura di uffici decentrati come Bolgheri, e le ondate di proteste, ora arriva l’ennesima doccia fredda. Da oggi restano a disposizione dei cittadini solo gli uffici di Castagneto e San Vincenzo. Quello che proprio non si tollera, però, è la mancanza totale di preavviso che avrebbe potuto scaturire l’organizzazione di servizi sostitutivi come quello dell’ufficio mobile. A farsi carico dell’emergenza immediata sono stati i sindacati autonomi Conf. Sal comunicazioni con Antonio Manzo, segretario provinciale di Livorno e Daniele Gennai, che hanno contattato l’amministrazione comunale per fare chiarezza e intervenire prontamente. «Ma come si può chiudere un ufficio postale sito in punto nevralgico come Donoratico e per di più in piena stagione turistica? - si chiedono - In un momento in cui l’utenza è triplicata, si vanno a fare dei lavori che potrebbero essere eseguiti in bassa stagione. In più, solitamente, certi interventi vengono programmati per tempo, cos’è successo? Noi non siamo stati avvisati da nessuno, in questa maniera trasmettiamo un’immagine sempre più negativa dell’amministrazione postale. Ora serve attivarsi immediatamente per dar vita all’ufficio mobile che vada incontro all’utenza in un periodo così importante per il comune turistico».
Anche l’amministrazione comunale, dice il sindaco Fabio Tinti, ne è venuta a conoscenza solo nella mattinata di ieri. Tinti si è subito attivato con la direzione delle Poste di Livorno per sollecitare la tempestiva attivazione del servizio sostitutivo, o promuovendo iniziative alternative che puntino al potenziamento degli uffici già esistenti. Tinti si è mostrato critico sul comportamento adottato da Poste italiane che non ha avvertito l’amministrazione comunale della questione in corso: «Una comunicazione pervenuta per tempo avrebbe consentito di agire, senza trovarsi nella urgenza di tamponare l’emergenza». Il servizio di consegna della corrispondenza, così come assicurato dalle Poste, non subirà alcuna variazione.
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