Sicurezza
Dopo l’Utic che scompare arriva il rebus dei palmari
Lucibello (Ipc) accusa: «Un’alta bufala, spesi 350mila euro per nulla» Mozione di Cecina Insieme: «Anche Benedetti denunci l’Asl per il Cup»
CECINA. Qual è il primo risultato della delibera 1235 per Cecina? La certezza che con la nuova classificazione degli ospedali l’Utic qui da noi non esiste più: cancellata anche come sigla, l’unità di terapia intensiva coronarica lascerà il posto ad un’area di terapia intensiva e subintensiva multisciplinare. L’Utic resterà ma solo a Livorno dove si fa l’emodinamica (coronarografie ed angioplastiche) e dove finiranno i pazienti cardiopatici più gravi, in fase acuta. Resta a Cecina almeno la garanzia che il cardiologo sarà presente 24 ore su 24, sebbene gli attuali 7 medici abbiano già perso un’unità non sostituita dall’ultimo pensionamente.
La strana storia dei palmari. Mentre l’Utic scompare ecco che scoppia il caso dei palmari - i telefonini per monitorare i parametri cardiologici dei pazienti che non sono in terapia intensiva o suintensiva - per i quali l’Asl 6 ha già speso soldi nel cablaggio wi-fi dell’ospedale. La solleva Alessandro Lucibello Piani di Ipc Riparbella: «la notizia clamorosa che trapela dall'ospedale - dice Lucibello - è che i famosi palmari, apparecchiatura d'avanguardia e salvavita, pochi giorni dopo essere stati montati sono stati velocemente smontati e rispediti non si sa dove senza più averne notizia. L'operazione ufficialmente è costata oltre 350mila euro perché la telemetria si diceva essere vecchia di vent'anni (ma funzionava). La recente levata di scudi del Sindaco di Rosignano Franchi contro chi non si informa impone di provare a chiedere a lui se vuole finalmente degnarsi di fornire risposte esaurienti ai cittadini finanziatori dei soldi spesi». Lucibello fa notare che non c’è nessuna notizia del parere sulle attrezzature. Che il palmare era previsto solo per i medici e non anche per gli infermieri. E che è inutile averlo se poi il medico, per varie ragioni, è lontano dal paziente.
Caso Cup: mozione di Cecina Insieme. Dopo la denuncia del’Asl per il malfunzionamento del Cup da parte del sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini, è l’opposizione consiliare a Cecina a farsi sentire. Dario Marzini ha infatti presentato una mozione in cui impegna il sindaco di Cecina a dare mandato ai legali del Comune «per un'azione legale analoga a quella adottata a tutela dei propri cittadini dal Comune di Montescudaio».
Alla base di questa richiesta ci sarebbe il verificarsi di continui disagi al Cup dell'Ospedale di Cecina, in particolare in segutio alla riduzione dell'orario di apertura del desk point.
Marzini fa notare che «possibili soluzioni al problema delle file al Cup quali la corsia di prenotazione per i medici di famiglia, gli accordi con le farmacie, totem e Cuptel, l'accordo con Lottomatica per snellire le file si sono rivelate soluzioni o insufficienti o semplicemente promesse mai mantenute». E, in riferimento alla delibera dei 10 comuni fatta propria dal consiglio regionale, ricorda come certi impegni presi devono essere mantenuti anche perché la giunta regionale è stata ufficialmente “impegnata” ad intervenire «per la risoluzione dei gravi problemi registrati»
I sindacati: un tavolo provinciale. Intanto le organizzazioni sindacali confederali hanno deciso di suddividere in due filoni la trattativa finora intrapresa a livello d’area vasta. In sostanza mentre va avanti quella che interessa le riorganizzazioni del laboratorio, della centrale del 118 e quella del centro trasfusionale, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto al nuovo direttore generale dell’Asl 6 Porfido l’apertura di un tavolo provinciale sulle questioni relative alla sanità del territorio e dell’ospedale. Porfido, appena subentrato al posto della Calamai, ha chiesto un po’ di tempo ma si sarebbe impegnato a fissare una data di convocazione dei sindacati prima delle ferie di agosto. Dalla cardiologia alle chirurgie sono diverse le questioni da prendere in esame alla luce delle riorganizzazioni previste dalla delibera regionale.(a.r.)
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