Sicurezza
Solvay, altri tagli al personale
Il neodirettore Davide Papavero fa il punto sul futuro dello stabilimento: «A settembre sapremo i numeri. Sui fanghi necessario rivedere l’accordo sulla base dei parametri europei»
Tagli al personale, ma anche certezze sul mantenimento dell’impianto. Parla Davide Papavero, dal primo giugno direttore della Solvay di Rosignano. «È ovvio che i 65 esuberi annunciati a febbraio non basteranno - chiarisce il direttore - ci sarà un ulteriore impatto sul personale, ma le cifre esatte le sapremo a settembre». Tagli tutti legati, ormai è cosa nota, alla crisi del mercato della soda, che ha portato il gruppo a decidere di chiudere lo stabilimento in Portogallo.
Sversamenti a mare. «L’accordo di programma sui fanghi siglato nel 2003 - precisa Papavero - prevedeva uno sversamento annuo di solidi sospesi di 60mila tonnellate, ma non prendeva in considerazione una riparametrizzazione decisa su scala europea. L’Italia non ha recepito queste norme, che permetterebbero a Solvay - che ad oggi produce 120-130mila tonnellate annue di solidi sospesi - di arrivare anche oltre le 200mila, quantitativo su cui lo stabilimento si attestava al momento dell’accordo di programma del 2003». Pare evidente che Papavero punterà a ottenere un accordo sui fanghi a maglie più larghe, basato sui nuovi dettami europei.
Fusione Ineos-Solvay. Quella della joint-venture con Ineos, secondo il direttore dello stabilimento chimico, è una grande occasione. «Tra i settori produttivi di Solvay - dice Papavero - quello del cloro in Europa era in perdita. C’è stato un contatto con Ineos, con cui è stata firmata una lettera di intenti. Per lo stabilimento di Rosignano è un fatto positivo».
Il capitolo salgemma. Sulla vicenda delle concessioni per l’approvvigionamento di salgemma in Val di Cecina, Papavero invoca maggior chiarezza da parte delle istituzioni. «Non è possibile - sottolinea - che un anno abbiamo le concessioni per l’estrazione l’anno dopo no. È un problema di autorizzazioni politiche. Bisogna trovare un accordo con il territorio per dare a Solvay una ragionevole certezza per il futuro».
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