Proteste
Liquami in mare, spiaggia chiusa
I reflui delle fognature finiscono in acqua: balneazione vietata tra i bagni Scoglietto e Trieste
ROSIGNANO. I liquami fuoriescono dalla fognatura e finiscono in mare. Il Comune chiude 500 metri di spiaggia ed emana il divieto di balneazione sul lungomare Colombo, nel tratto di spiaggia libera tra i bagni “Scoglietto” e “Trieste” (compresi). La notizia appare di discreta importanza, soprattutto visto il periodo e l’alta affluenza dei turisti. Eppure per oltre due giorni l’amministrazione si dimentica di pubblicarla sull’albo online («colpa della firma digitale», spiegano gli addetti) e ancor più di comunicarla agli organi di informazione. Ci sono solo volantini affissi lungo il tratto off-limits.
Detto questo, torniamo ai fatti: il temporale di sabato notte ha messo ko le stazioni di sollevamento che spingono i liquami verso gli impianti di depurazione. I reflui, quindi, sono rimasti inerti nelle condutture della fognatura finché non sono fuoriusciti, finendo in un canale e di lì in mare.
«Si tratta di reflui civili, niente di industriale – spiega il vicesindaco Daniele Donati – Abbiamo emesso un’ordinanza a scopo precauzionale. Poi abbiamo allertato Arpat per i campionamenti e Asa spa per il ripristino degli impianti di sollevamento. Contiamo di risolvere la situazione al più presto». Tradotto: non prima di venerdì. Arpat, infatti, ha effettuato i prelievi nella giornata di domenica, quando le acque si presentavamo visibilmente sporche per la presenza dei liquami. Le analisi richiedono 48 ore e i risultati arriveranno solo questa mattina. Ma gli addetti ai lavori non si aspettano buone notizie.
I più arrabbiati sono i gestori dei due stabilimenti balneari toccati dall’ordinanza: «Un divieto di balneazione in questo periodo è una bella penalizzazione – spiega Claudio Corrieri dello Scoglietto – I clienti giornalieri se ne sono andati, mentre chi aveva prenotato una settimana di vacanza ha rinunciato. E a quelli che sono rimasti dovremo applicare dei forti sconti, visto che il servizio è ridotto. Insomma, un bel danno, soprattutto a livello di immagine. Abbiamo incontrato il vicesindaco: ha tentato di rassicurarci ma credo che prima di venerdì sarà difficile tornare alla normalità. Vedremo. In ogni modo questa situazione non può continuare: il problema si era già ripetuto lo scorso anno a settembre. Stavolta è andata peggio. Abbiamo contattato un legale e stiamo valutando la possibilità di far causa ad Asa spa, la società che gestisce gli impianti di sollevamento delle acque che a causa di un guasto hanno provocato lo sversamento».
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