Il Tirreno

Troppe case sfitte e in vendita: idea dell’albergo diffuso

di Divina Vitale
Troppe case sfitte e in vendita: idea dell’albergo diffuso

Castagneto: dal boom alla crisi, progetto di una associazione «Stanze per gli ospiti e convenzioni con ristoranti»

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CASTAGNETO. E se il centro del borgo di Castagneto Carducci diventasse un “albergo diffuso”? Si tratterebbe di ricavare dalle case sfitte e dagli immobili in vendita, stanze per gli ospiti con convenzioni aperte coi ristoranti e bar del paese, per i servizi di refezione. Forse, così facendo, l’economia potrebbe uscire dallo stallo e si creerebbe nuova occupazione. L’unico neo è trovare un imprenditore in grado di far suo il progetto. L’idea nel frattempo c’è ed è nata in seno all’associazione per Castagneto onlus che si occupa di attività ricreativa nel borgo. Il problema è che a Castagneto, dai grandi fasti, con le copertine delle riviste più glamour al mondo, dedicate ai personaggi che vi transitavano, si è passati ad una decadenza inarrestabile ed un immobilismo incomprensibile. Ieri, quando i della Gherardesca organizzavano eventi che portavano personalità e giornalisti da tutto il mondo: chi non ricorda il Castagneto Day?

Oggi, invece, al contrario, nessuna grande festa, se non quelle organizzate dalle associazioni del territorio. Gli investitori, dal canto loro, trovano solo difficoltà insormontabili nel proporre piani d’investimento e nella realizzazione, tanto che, scoraggiati, guardano altrove. E, a rincarare la dose, ci si è messa anche la crisi. Il grido d’allarme proviene proprio dal capoluogo carducciano.

«Cerchiamo di mantenere attraente il borgo organizzando eventi e proposte culturali – dichiara Paola Lotti. Il nostro è un lavoro impegnativo e difficile, soprattutto per la mancanza di fondi e lo scarso sostegno da parte delle amministrazioni. Castagneto ha vissuto periodi gloriosi, la sua fama valicava i confini italiani fino ad una decina di anni fa, grazie alla intensa vita mondana del casato dei Conti della Gherardesca e delle loro importanti frequentazioni a livello internazionale. Con il supporto dell’amministrazione i loro eventi portavano migliaia di persone e le nostre zone hanno vissuto di "rendita" fino a pochi anni fa. Senza tralasciare l‘indotto dato dalla fama dei prodotti locali, dai vini bolgheresi fino agli olii pregiati». Ma la crisi oggi morde e le ferite sanguinano. «Ad un bilancio generico, visto che lavoro in un’attività commerciale – continua Lotti – valuto fino ad un meno 50% di presenze quest’anno in borgo. Credo che proprio in questi momenti dobbiamo reagire e proporre. E partirei proprio dalla rivalorizzazione del borgo, della sua più storica identità. Una proposta, a mio avviso, che calzerebbe a pennello per Castagneto è il modello di “Albergo diffuso”, un'idea nata in Friuli negli anni '80, dopo il terremoto, che punta al recupero delle unità abitative esistenti, di pregio e non, opportunamente restaurate ed arredate. E' un modello di albergo orizzontale, sostenibile, un attrattore per i centri storici del nostro paese. . Sono già in corso una serie di colloqui con i proprietari di immobili in vendita e in affitto nel centro storico del borgo: solo nel principale Corso Vittorio Emanuele sono 5 gli appartamenti in vendita, lascio immaginare i numeri in tutto il paese. Per partire ne servirebbero almeno una decina, non troppo distanti tra loro.

«Abbiamo già affrontato questo discorso con alcuni proprietari di appartamenti - conclude Lotti - che sono aperti alla proposta ma c’è bisogno di altre forze e di investitori "coraggiosi" che sviluppino con noi questa idea vincente per il futuro. Tra l’altro questo tipo di soggiorno attrae un turismo internazionale come quello di americani, giapponesi, cinesi come è già successo a Grosseto con il Borgo di Semproniano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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