Il Tirreno

«Italia in crisi di fiducia» La ricetta di Aldo Cazzullo

di Federica Lessi

Alla Limonaia il giornalista ha ritirato il premio di cultura politica Spadolini Ad Arrigo Levi il premio speciale alla carriera per il libro “Gente, luoghi, vita”

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CASTIGLIONCELLO. Nel mondo c’è una grande domanda di Italia – cibo, musica, arte, design, moda – per cui la globalizzazione è un’opportunità per il nostro paese. Se ci prepariamo a rispondere adeguatamente nulla ci è precluso. Questa in sintesi la ricetta di Aldo Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera e scrittore, che con il suo “L’Italia s’è ridesta. Viaggio nel paese che resiste e rinasce” (Mondadori) ha ricevuto alla Limonaia il premio di cultura politica “Giovanni Spadolini” ottava edizione. Un riconoscimento per il giornalista piemontese che ha girato 15 città d’Italia rintracciando i valori su cui il nostro paese può fare leva per riprendersi. «In ogni città troviamo una percentuale consistente di dipendenti pubblici, un’impresa in crisi, un cinema trasformato in sala bingo, una serie di Compro oro – ha detto – eppure Venezia è imitata ovunque ma quella vera ce l’abbiamo solo noi, se si parla di moda, design, studi e ospedali bisogna andare a Milano, Genova si è ripresa il mare, Torino ha cambiato umore, è diventata una città ironica con Littizzetto e Gramellini». Cazzullo è andato alla ricerca di quest’Italia che resiste ai morsi della crisi e all’indifferenza della politica dopo aver celebrato i valori del risorgimento con il diffusissimo “Viva l’Italia!”, confortato dalle manifestazioni di passione per la cultura italiana e di evocazione del brand Italia che ha visto all’estero. “Richiamandosi alla lezione di Giorgio Bocca che all’inizio degli anni Sessanta si recò in giro per l‘Italia a raccontare il boom economico e sociale” - recita la motivazione della giuria - Cazzullo – ha rintracciato la società buona, l’impegno civile, i segni di un cambiamento che schiudano una possibilità diversa al futuro. Guardando all’identità ritrovata della Puglia, agli imprenditori siciliani che rifiutano di pagare il pizzo, ai senesi che dopo la caduta del Monte dei Paschi hanno fatto fronte comune dimenticando le rivalità contradaiole, ha cercato di costruire una prospettiva. «La crisi dell’Italia è una crisi di fiducia, il futuro non é il destino, dipende da noi – ha affermato – i nostri figli non sono nati in un paese sbagliato ma straordinario, occorre cambiare il modello di sviluppo, tenere la manifattura e affiancare il turismo, la cultura e la creatività». Un’iniezione di ottimismo per la platea della Limonaia, che poco prima ha ascoltato al telefono l’energia ancora combattiva di Arrigo Levi, classe 1926 e storico direttore de La Stampa, premio speciale alla carriera per “Gente, luoghi, vita” (Aragno), antologia dei suoi pezzi dagli esordi nel 1944. Ai due premiati sono stati riconosciuti dalle istituzioni promotrici modi affini di coniugare cultura e politica, un’idea del giornalismo e dell’Italia che li avvicina idealmente a Giovanni Spadolini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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