Il Tirreno

Risonanza fuori uso per un cortocircuito

Risonanza fuori uso per un cortocircuito

L’apparecchio ha cominciato a fumare mentre una donna era all’interno. L’Asl conta di ripararla in pochi giorni

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CECINA. Mentre la donna era dentro all’apparecchio da una delle spie ha cominciato a uscire fumo. Così gli infermieri sono corsi all’interno della stanza e, dopo aver liberato la paziente, hanno bloccato il principio di cortocircuito che rischiava d mandare definitivamente in tilt l’apparecchio. Fatto sta che ora la macchina usata per sottoporre i cittadini alla risonanza magnetica è fuori uso.

Intanto, mentre i tecnici dell’Asl 6 stanno lavorando per far ripartire la macchina della risonanza, si allungano le liste di attesa per effettuare questo tipo di esame.

Nel maggio scorso - questi gli ultimi dati pubblicati dall’azienda relativamente alle attese per vari tipi di esami -rivelano che per una risonanza al cervello e tronco encefalico bisogna attendere una media di 165 giorni, che scendono a 97 giorni se la risonanza va fatta alla colonna vertebrale. Decisamente più contenuti - 52 giorni - i tempi di attesa che l’Asl registrava a maggio nel caso in cui i pazienti volessero effettuare una risonanza magnetica all’apparato muscoloscheletrico. Bassissime le attese per questo esame alle pelvi, prostata e vescica (solo 12 giorni). L’inconveniente di giovedì sera certo non va a migliorare una situazione bollente come quella delle liste di attesa, per cui di frequente si registrano lamentele dei cittadini.

Tutto è successo in un attimo. Mentre all’interno della macchina per la risonanza magnetica nucleare si trovava una paziente «l’interruttore “varialuce” - fa sapere l’Asl - ha riportato un cortocircuito che ha determinato una fuoriuscita di fumo». Immaginabile lo spavento della paziente che si stava sottoponendo all’esame e del personale sanitario che gestisce il funzionamento del macchinario.

Per fortuna «il pronto intervento degli stessi o9peratori - prosegue Asl -, muniti di estintore, ha eliminato il potenziale pericolo». La paziente è stata allontanata dalla sala dove stava effettuando l’esame e da ieri «i tecnici aziendali sono al lavoro per la sostituzione dell’apparecchio “varialuce”». L’Asl assicura che non si tratta di un incidente brave, «non ha toccato minimamente il resto delle apparecchiature». La stessa azienda sanitaria fa sapere che i tecnici potrebbero essere in grado di ripararlo in pochissimi giorni. «Intanto prima possibile saranno contattati - conclude Asl- gli utenti che avevano in essere le prestazioni in questi giorni, per fissare celermente un appuntamento per l’esame». E mentre si attende che l’apparecchio venga risistemato si ingrossano le fila dei cittadini in lista di attesa per l’esame.

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