Gioco
Scontrini nei locali Raffica di controlli delle Fiamme gialle
Il tenente Fasciano: «Rosignano maglia nera, il 35% non ha emesso ricevute, d’ora in poi incrementiamo le verifiche»
ROSIGNANO. Rosignano maglia nera per l’evasione fiscale di ristoranti e bar. Ecco che la Guardia di finanza ha deciso che nei prossimi due mesi estivi intensificherà le verifiche nei locali della zona.
Dati alla mano il tenente Pierdario Fasciano, comandante della Finanza di Cecina, spiega che «nel 2012 sulla costa abbiamo fatto un migliaio di controlli, un quarto dei quali per la zona di Rosignano. Da notare che a Castiglioncello oltre alla tenenza di Cecina opera anche la brigata locale, che ha portato avanti ulteriori verifiche».
Ecco, dei circa 250 locali dove le Fiamme gialle hanno eseguito controlli il 35% è risultato positivo, ossia gli uomini della Finanza hanno appurato che effettivamente i gestori non avevano emesso scontrini. Una media, quella registrata a Rosignano, che è molto al di sopra di quella emersa durante i controlli fatti negli altri paesi limitrofi.
«Diciamo che in genere - prosegue Fasciano - la media per gli altri paesi dove abbiamo fatto controlli è stata del 25%, vale a dire che uno su quattro dei locali verificati effettivamente non ha emesso regolari scontrini. Sul territorio di Rosignano la media è più alta».
Deve essere per questo che l’intenzione della Guardia di finanza è quella di incrementare l’attività di controllo in bar e ristoranti del posto. «Con la stagione estiva i titolari - spiega ancora Fasciano - sono più soggetti a non emettere scontrini fiscali. C’è più gente in giro, con il turismo, e quindi anche la tendenza a non fare le ricevute in genere aumenta».
Ecco che le Fiamme gialle, proprio in questi giorni, riprenderanno una campagna di controlli a tappeto all’interno delle varie attività ricettive della zona. Controlli che nelle frazioni rosignanesi sono numerosi, «probabilmente perché tra i paesi della costa è quello con il maggior numero di attività», dice Fasciano.
Le verifiche della Finanza vengono effettuate soprattutto grazie alle segnalazioni dei cittadini. «Le persone - prosegue il tenente - non devono vergognarsi a chiedere lo scontrino fiscale. È vero che la mancata emissione non costituisce un reato, ma i cittadini devono aver chiaro che se questa pratica viene portata avanti da tutti si crea un notevole abbassamento dei redditi dichiarati». Insomma l’invito della Finanza è quello di far presente casi di bar e ristoranti in cui non sempre vengono emessi gli scontrini.
«Nella zona - dice Fasciano - i titolari di locali che non emettono la regolare documentazione fiscale ci sono, anche ultimamente abbiamo fatto moltissimi controlli. E negli ultimi tempi abbiamo notato che anche i cittadini sono più attenti: in media riceviamo 4-5 segnalazioni al mese per scontrini fiscali non emessi».
Segnalazioni che la Guardia di finanza sta verificando anche in questi giorni.
«La sanzione minima - ricorda Fasciano - per la mancata emissione di scontrini fiscali è di 516 euro, che viene ridotta a un quarto nel caso in cui la multa venga pagata entro sessanta giorni. Se il commerciante ha intenzione di fare ricorso la riduzione della sanzione non può essere applicata».
Il comandante della Guardia di finanza ricorda che dopo un massimo di quattro verbali in tre anni per mancata emissione di scontrini, «l’esercizio deve essere chiuso per un minimo di 3 giorni fino a un mese, con evidenti ricadute negative sull’attività economica».
Anna Cecchini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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