Proteste
Torretti lascia il consiglio e fa polemica con il Pd
L’ex consigliera per protesta non si è presentata a votare il bilancio «Dissenso politico su fornace Donati, Rosignano calcio e vicenda dei cani»
ROSIGNANO. Il Pd perde pezzi. Roberta Torretti ha infatti deciso di lasciare il consiglio comunale e, sebbene ringrazi i colleghi di partito e compagni d’avventura, fa capire che di sassolini dalla scarpa avrebbe da togliersene parecchi.
«Ho dato seguito - esordisce Torretti - a un mio disagio politico». Le decisione della consigliera Pd è stata formalizzata lunedì mattina, quando Torretti ha portato la lettera di dimissioni all’ufficio protocollo.
Il disagio politico di Torretti, approdata in consiglio comunale per il Pd nel 2009 dopo una lunga esperienza politica caratterizzata da posizioni maggiormente a sinistra, ha avuto il suo culmine durante la discussione preconsiliare in merito all’approvazione del bilancio di previsione 2013 (seduta consiliare dello scorso 27 giugno). «Durante la riunione preconsiliare - precisa Torretti - avevo già detto che non mi sarei presentata a votare il bilancio. Così ho fatto, per rimarcare il mio disagio». Una decisione che però non è collegata, almeno a quanto dice l’ormai ex consigliera, alla gestione economica delle casse comunali. «Il mio dissenso - dice Torretti - non è legato al bilancio, ma a una serie di situazioni importanti per il nostro territorio. L’assenza alla votazione del bilancio è stata l’occasione politica per manifestare questo dissenso».
Una scelta che gli altri esponenti del Pd hanno notato e rispetto alla quale c’è stato anche un successivo confronto. «Dopo il consiglio comunale - prosegue Torretti -, la scorsa settimana, ho avuto un incontro con il segretario, il vice e un altro membro della segreteria, e ho espresso le mie idee. Quando ho capito che dentro il partito poco sarebbe cambiato ho ritenuto di dover prendere le distanze, per rispetto del ruolo che ho ricoperto, delle istituzioni, dei colleghi del consiglio comunale e soprattutto dei cittadini».
Torretti, 46 anni dipendente della Cia nella sede di Marittimo, fa capire che il disagio che sente è relativo ad alcune scelte che il Pd ha fatto in merito a importanti vicende locali. «Non me la sentivo più - prosegue - di rappresentare un partito a cui chiedevo di affrontare in modo più riflessivo certe questioni».
L’ex consigliera non vuole entrare troppo nei dettagli, ma, spronata, accenna ad alcune di queste situazioni. Parla della «fornace Donati, problemi delle Rsa e questione Rosignano calcio». Tutte partite politiche che secondo lei il Pd avrebbe dovuto affrontare in modo migliore.
Per non parlare poi della «vicenda dei cani, per cui ho appoggiato l’ordinanza emessa dal Comune, perché se due cani sono pericolosi vanno abbattuti, e volevo che il Pd difendesse maggiormente le istituzioni. Invece su questa situazione il Pd regionale ha fatto cose che non mi sono piaciute e diciamo che questo spezzettamento di pensieri non lo considero positivo».
Torretti viene da una lunga militanza politica, a 14 anni ha preso la sua prima tessera dei giovani comunisti, poi è entrata nel Pci per aderire dopo a Rifondazione e, infine, nei Comunisti italiani. «Dopo mi sono avvicinata al Pd e ho dato il mio contributo - precisa - ma ultimamente ho visto alcune cose che non mi convincevano». Torretti - lo ha fatto anche su Faceboook - ringrazia chi ha avuto fiducia in lei e tutti i colleghi del gruppo Pd e del consiglio comunale, ma non cambia idea. «Mantengo la tessera, guardando all’area di sinistra del partito».
Al posto di Roberta Torretti dovrebbe entrare il primo dei consiglieri non eletti in seno al Pd che, come chiarisce il presidente del consiglio comunale Lucia Croce «è Ivano Basso che riceverà la lettera in cui gli viene comunicato questo diritto. Può presentarsi il 18 mattina, per il prossimo consiglio, accettando o meno la nomina. Generalmente se uno non accetta lo comunica prima al protocollo».
Anna Cecchini
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