Il Tirreno

Altro che ombrelloni... In spiaggia tende e capanni

di Divina Vitale
Altro che ombrelloni... In spiaggia tende e capanni

A Marina spuntano ripari fabbricati con canne e tronchi d’albero Ma il regolamento del demanio lo vieta: si danneggia il sistema dunale

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CASTAGNETO. E’ l’estate del riparo “fai da te”, per chi vuole risparmiare sull’ombrellone, frequentando la spiaggia libera ma non rinunciando alle comodità.

Il problema semmai sta nel rispetto delle regole e soprattutto della flora della zona dunale, a tutela ambientale, di cui il litorale maremmano è particolarmente ricco.

Dopo gli ombreggiamenti denunciati qualche tempo fa sul nostro giornale, perché realizzati col ginepro coccolone, una specie di flora che cresce attorno alle dune e l’unica vocata alla riproduzione del fratino, esemplare raro di uccello, si rincara la dose con un proliferare indisturbato di modelli, diciamo così, di “architettura spontanea” che spesso non passano inosservati.

Il rituale è piuttosto comune si utilizza legna spiaggiata di diverse misure e peso, cannicciole e rami per costruirsi una capanna proprio sulla spiaggia.

A far impennare la nuova moda sono in larga parte gli stranieri, anche se esistono regole e direttive precise sulla condotta da seguire rivolte a tutti e in tutte le lingue. Se provassimo a farlo noi a casa loro?

Il regolamento per la gestione del demanio marittimo parla chiaro infatti, è vietato: “il danneggiamento, l’estirpazione, la raccolta e la detenzione ingiustificata delle associazioni vegetazionali della prima duna; il calpestio delle aree dunali recintate, nonché la rimozione del legname depositato dalle mareggiate; il disturbo nelle zone di nidificazione del Fratino (charadrius alexandrinus)”.

Eppure l’anarchia regna. «Il trascinamento del legname sulla spiaggia provoca l’estirpamento delle piantine spontanee, – specifica Paolo Maria Politi, responsabile dell’Oasi Wwf Padule di Bolgheri - l’ammasso di legname in un unico punto elimina la “trama”, l’orditura che conferisce stabilità all’arenile naturale. Si tratta di strutture temporanee totalmente abusive che contravvengono ad una disposizione precisa del Piano di Gestione della fascia costiera adottato dal Comune di Castagneto Carducci anni fa».

Forse servirebbe più vigilanza? Considerando anche che le auto, per esempio, effettuano servizio di carico-scarico, direttamente sull’accesso alla spiaggia la Seggio, invece di lasciare, come tutti, le auto parcheggiate negli appositi spazi.

E attenzione anche ai kyte-surf, che non avendo ancora pedane preposte all’attività, si muovono liberamente troppo vicino alla riva, in prossimità dei bagnanti, spesso spaventati dall’esercizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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