Il Tirreno

“Pensioni sbagliate”, SuperInps fa le verifiche

di Gianni Parrini

Soppresso l’Inpdap i dipendenti pubblici finiscono nel mirino del nuovo ente Una megabanca dati per verificare eventuali errori nel calcolo degli importi

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CECINA. "Pensioni sbagliate", con la nascita di una banca dati gestita dalla SuperInps nel mirino finiscono gli assegni degli statali. Capita che Comuni, Province, scuole e altri soggetti pubblici compiano degli errori di calcolo al momento di comunicare all’ente previdenziale (Inpdap) periodi lavorativi e contributi versati da un loro dipendente. Errori corretti solo a distanza di anni.

I casi. Una ex insegnante, ad esempio, si è vista decurtare la rendita di oltre 300 euro e chiedere la restituzione di 6mila euro che, a quanto pare, le erano stati erogati impropriamente. A un dipendente della fondazione Casa Maffi di San Pietro in Palazzi, qualche tempo fa, andò anche peggio: l'ente aveva fatto male i calcoli e l'aveva mandato in pensione troppo presto. Dopo qualche anno Inpdad scoprì l'errore e a quel punto tolse al malcapitato l'emolumento mensile, costringendolo a cercarsi un lavoro dopo anni di inattività. «Sporadici errori - si dirà - Ne capita uno su diecimila». E in effetti fino a oggi è stato così. Ora però la musica cambia e di incongruenze nel calcolo delle pensioni degli ex dipendenti pubblici della Bassa Val di Cecina (e non solo) potrebbero uscirne fuori centinaia.

Arriva SuperInps. Colpa (o merito) della riforma Monti e del decreto "Salva Italia" che dal gennaio 2012 ha sancito la creazione di un superente previdenziale: Inps, in pratica, ha inglobato Inpdap (dipendenti pubblici) e Enpals (sport e spettacolo) e ora gestirà direttamente l'erogazione delle pensioni. La novità in provincia di Livorno ha già sortito i primi effetti: dal 1° aprile, in via sperimentale, i dipendenti dei due istituti minori hanno trasferito archivi e bagagli nella sede della direzione provinciale di Inps. Questi cambiamenti toccheranno da vicino anche i lavoratori del pubblico impiego. E non è detto che siano “buone nuove”: «Inpdap non ha mai avuto una vera e propria banca dati delle posizioni assicurative e retributive - spiega Sergio Bavone, direttore del patronato Inca di Livorno - Di solito infatti era l'ente pubblico a fare i conteggi e a comunicare all'ente previdenziale che il lavoratore poteva andare in pensione e con quale importo. Non a caso si chiamano "pensioni provvisorie": prima che Inpdap trovi il tempo di fare le verifiche passano anni. Poi, dopo tanto si scopre che c’erano degli errori».

La sentenza. È il caso, ad esempio della ex insegnante che si è rivolta alla Corte dei conti perché riteneva ingiusta la decurtazione dell'assegno che Inpdap le imponeva dopo anni. «La Corte ha sentenziato che dopo un triennio non si possono più operare richieste di questo tipo – spiega Bavone – Ma questa è una sentenza, non una legge per cui immagino che in caso di nuove incongruenze si dovrà aprire una vertenza». E di nuovi casi, avverte Bavone, ce ne potrebbero essere molti perché con la creazione della SuperInps dovrebbe nascere anche quella banca dati che Inpdap non ha mai avuto. Rilevare errori e incongruenze a quel punto diventerà assai più semplice. «È uno dei rischi che si corre con questo accorpamento – spiega Bavone – Tra l'altro, ora i dipendenti pubblici dovranno obbligatoriamente rivolgersi ai patronati per chiedere la pensione: le domande potranno essere inviate ad Inps solo ed esclusivamente per via telematica. È stato soppressa la comunicazione da parte degli enti in cui il dipendente lavora proprio per evitare problemi. Per questo invitiamo i cittadini a verificare la propria posizione presso gli sportelli, in modo da non avere brutte sorprese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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