La manifestazione
Il Comune è a caccia di immobili fantasma
Sono oltre 900 le verifiche su edifici che risultano accatastati in modo anomalo Tudisco: «Percorso con l’Agenzia del territorio per accertare le anomalie»
ROSIGNANO. Caccia agli immobili fantasma e agli edifici che non sono stati accatastati in modo corretto. Un’operazione che l’amministrazione porta avanti insieme all’Agenzia del territorio e per la quale ha addirittura deciso di potenziare lo staff del settore patrimonio. «Già da tempo – dice Gennaro Tudisco, assessore comunale al patrimonio – portiamo avanti una ricognizione per capire se e quante sono le costruzioni che non risultano all’ufficio del catasto o che sono state accatastate non correttamente. Le verifiche sono partite durante l’inverno».
L’obiettivo del Comune, precisa subito Tudisco, non è certo quello di fare cassa, «ma monitorare il territorio e sviluppare il principio di legalità. Non ci aspettiamo certo un gettito particolarmente rilevante, ma ci sembra giusto avere un quadro delle costruzioni presenti». E che sull’intero territorio rosignanese gli edifici con problemi di registrazione al catasto siano molti ci vuol poco a capirlo. Basta dare un’occhiata al sito dell’Agenzia del territorio (recentemente accorpata con l’Agenzia delle entrate), per aver chiaro che sul portale sono registrate (a ieri pomeriggio) 909 particelle sul cui accatastamento sono in corso verifiche. Evidente che c’è necessità di fare chiarezza sull’effettiva quantità di immobili fantasma. Così, già negli ultimi mesi, amministrazione comunale e Agenzia delle territorio hanno sviluppato un gruppo di lavoro che va a caccia di quegli edifici che esistono ma non risultano sulle visure catastali, oppure che sono difformi rispetto a quanto risulta al catasto.
«L’Agenzia del territorio – prosegue Tudisco - ha strumenti molto raffinati per la georeferenziazione, ossia per individuare esattamente dove sono collocati gli immobili. Le loro indicazioni vengono confrontate con i dati raccolti grazie al censimento dei beni sul territorio». Dall’incrocio di queste informazioni può risultare che un edificio sia completamente assente dalle documentazioni in possesso del Comune e al catasto o che invece la conformazione dell’immobile sia diversa da quella dichiarata dal proprietario. Gli occhi dell’amministrazione comunale e dell’Agenzia delle entrate sono puntati su tutte le tipologie di costruzioni fantasma, ma soprattutto su quelle rurali.
«Alcuni mesi fa – precisa Tudisco – è uscita una nuova norma per cui tutti gli immobili residenziali rurali dovrebbero essere stati trasferiti al catasto urbano. Già a novembre scorso c’era l’obbligo per i proprietari di effettuare questo passaggio».
È evidente che ciò non deve essere avvenuto, o comunque non in modo massiccio, altrimenti l’amministrazione non avrebbe avviato la battaglia contro gli edifici fantasma. «Se gli immobili rurali – precisa l’assessore – sono utilizzati a scopo agricolo l’accatastamento nella sezione dei rurali va bene, non va bene se gli edifici sono usati a scopo residenziale dall’imprenditore. Dall’incrocio dei dati derivanti dall’analisi satellitare con le mappe catastali capiremo se le varie costruzioni sono state accatastate e se hanno la giusta collocazione catastale». Per effettuare una mappatura degli edifici irregolari, l’amministrazione ha addirittura deciso di assumere, con contratto a tempo determinato di sei mesi, un istruttore tecnico, « per il potenziamento dell’ufficio patrimonio – si legge nella determina di assunzione - a seguito dell’operazione per l’emersione degli immobili fantasma». La ricognizione andrà avanti fino all’inverno prossimo e sarà seguita da un’attività sanzionatoria. «Dopo le segnalazioni dell’Agenzia delle entrate - conclude Tudisco - e i nostri accertamenti, i proprietari di immobili che non risultano accatastati dovranno, sulla base della rendita catastale che sarà eventualmente riconosciuta, pagare i relativi tributi a Comune e Stato».
Anna Cecchini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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