Il Tirreno

I saldi non bastano a ridare ottimismo ai commercianti

I saldi non bastano a ridare ottimismo ai commercianti

Nei giorni scorsi affari azzerati per l’attesa delle svendite «La situazione è pessima, cosa potremmo sperare?»

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CECINA. Iniziati i saldi, che in taluni casi arrivano fino all’80 per cento del prezzo originario. E dunque, alla luce di quanto possiamo percepire riguardo la crisi economica in atto e la drammatica situazione presentata qualche giorno fa dall'Istat sul calo dei consumi delle famiglie rispetto agli scorsi anni, quali sono gli umori e le aspettative dei commercianti di Cecina all'inizio di questo periodo di saldi che durerà fino alla fine di agosto?

Le opinioni raccolte hanno fornito un quadro generale abbastanza pessimistico anche se talvolta alcune riflessioni degli stessi operatori hanno dato esiti contrastanti. Uno dei più duri commenti sulla situazione in cui versa attualmente il settore è quello di Alessandro Martorana, storico titolare del "Faro Rosso": «Non sono per natura un pessimista - racconta Martorano - ma devo ammettere con triste sincerità che la situazione è pessima e non fa altro che precipitare. I nodi da sciogliere sono molti - continua - ma penso che il nostro Paese abbia tutte le potenzialità per rilanciarsi: dobbiamo chiaramente puntare ancora sul "Made in Italy". Gli sconti possono fare ben poco per scacciare la crisi, per fare ripartire la macchina ci vuole una drastica riduzione della pressione fiscale, specialmente abbattendo i costi fiscali e previdenziali che un imprenditore deve fronteggiare per mantenere i propri dipendenti».

Martorana se la prende anche con la concorrenza esercitata dagli stranieri: «Nelle zone di Prato ed Empoli dove io da sempre mi rifornisco, gli stabilimenti produttivi italiani sono quasi tutti falliti, schiacciati dalla concorrenza "impossibile" operata soprattutto dai cinesi. La guardia di finanza dovrebbe essere più pesante con questi individui e prendersela meno con i piccoli negozianti di paese».

Decisamente più cauta l'analisi di Tiziana Rosi, commessa dell' "Outlet Benetton": «Posso dire che il primo giorno è andato molto bene. Infatti l'attività in cui opero riscontra un maggior numero di vendite proprio nei primi giorni del periodo di saldi. L'unica polemica che mi sento di esporre è il fatto che i saldi debbano essere autentici e purtroppo ci sono alcuni colleghi che al momento dei saldi aumentano il prezzo originale dei vari capi così che con il "falso sconto" il prezzo reale rimane quello di partenza, ingannando così la clientela».

Francesca Galletti, responsabile del punto vendita "Benetton" ha spiegato: «Sinceramente nel periodo di saldi e già dal primo giorno le vendita vanno molto bene. La crisi si avverte pesantemente nel periodo "normale", quando gli indumenti sono venduti a prezzo pieno, in cui si verifica un calo spropositato di vendite».

Infine Marco Di Giuseppe, titolare del negozio d'abbigliamento "Kaos", ha detto che il periodo di saldi in cui vende maggiormente non è all'inizio bensì nella fase più avanzata: «Secondo me - ha poi spiegato Di Giuseppe - il periodo di sconti è troppo lungo; infatti sono circa due mesi nel periodo estivo e due mesi nel periodo invernale. Quindi i "famosi saldi" per essere più credibili dovrebbero durare meno e cominciare più tardi, magari verso metà luglio anche se finora non ho mai avuto interesse a dare vita ad una polemica in tal senso».

Giuseppe Piccolo

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