Italia
Matilde è “matura”, festa al Fermi
Prima diplomata con sindrome di down nella storia del liceo: esame superato con una tesina su Picasso
CECINA. Il suo nome significa “forte guerriera”, anche se mamma Niccoletta e papà Roberto dicono che, quando c’è da fare sport, lei è sempre stata un po’ pigra. Non nello studio, però, visto il modo in cui, parlando di Picasso, ha brillantemente superato l’esame di maturità. Un successo ottenuto con tanto impegno, da guerriera appunto, e che ha scritto uno spicchio di storia del liceo “Fermi” di Cecina. Matilde Cruschelli, infatti, è la prima diplomata con sindrome di down della dell’istituto cecinese.
Tanto sacrificio per raggiungere questo risultato. Sveglia tutti i giorni alle 6.30 del mattino per prendere il bus che per cinque anni l’ha portata dalla sua Donoratico fino al liceo “Fermi” di Cecina. Ritorno a casa non prima delle 14 e presto a studiare. Negli anni Matilde ha trovato il tempo anche di dedicarsi alla danza, al nuoto e, per un periodo, anche di svolgere il suo primo lavoro. Alla Coop di Cecina, nel reparto profumeria per due volte alla settimana. «Per lei è stata una bella esperienza – spiega la madre che gestisce una pizzeria con il padre a Marina di Castagneto – anche perché le dico sempre che è un po’ pigra e delle volte guarda troppa televisione», dice con un sorriso. Ieri mattina, però, Matilde è arrivata puntualissima e carica di energia nell’istituto frequentato negli ultimi cinque anni, liceo sociale ad indirizzo artistico e musicale. Vestito a pois, ciabattine rosa in tinta con lo smalto metà azzurro e metà rosa su entrambi i piedi. In mano la sua tesina su Pablo Picasso, rilegata in una cartellina rossa fuoco. Abbinamento non casuale con la passata dello stesso colore acceso, utile a tenerle in ordine i capelli.
Sorridente, apparentemente tranquilla a differenza di molti suoi compagni di studio visibilmente sotto stress e con i libri aperti sulle ginocchia per l’ultimo e disperato ripasso. Matilde no. Mamma Niccoletta sì: lei per davvero, è emozionata. Prova ad accarezzare il viso della figlia. «Via non c’è bisogno mamma, lascia stare per ora». Dice la “forte guerriera” ancora tranquilla prima dell’orale. Una battuta per tutti, in particolare con l’operatrice scolastica Cosetta. «Come farò senza di te, senza di voi?». E ancora una risata. Il tempo passa e anche per Matilde sale la tensione. «Cosetta mi raccomando, controlla che una volta in aula non entri nessuno. Dentro voglio solo mamma, Giuditta (la sorella un anno più piccola di lei ndr) e loro». Dice indicando le amiche. Poi il presidente della commissione Giuseppe De Puri, dopo oltre un’ora di attesa, esce e la chiama. Matilde si mette la mano sopra la testa e, dopo aver scherzosamente rifiutato le carezze poco prima, adesso cerca la mano della madre. «Mamma vieni con me». Le dice prima di varcare la soglia dell’aula dalla quale uscirà poco dopo “matura”.
Poi un lungo applauso, le lacrime di gioia di mamma Nicoletta e della sorella Giuditta. Foto di rito, abbracci. «Neanche ricordo cosa mi hanno chiesto – dice emozionata la neo matura – la tesina, certo, ma anche le mie esperienze extra scolastiche. Sono felice». Una felicità che, forse, è la certezza di aver fatto qualcosa di speciale. No, non quel diploma, seppur storico ed importante. Bensì l’essere entrata nel cuore di tante persone. Congratulazioni anche per questo Matilde.
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