Il Tirreno

«Con la crisi calo delle case in affitto»

Grassi (piccoli proprietari) spiega che si costruisce meno. Tudisco: «Agevolazioni Imu per chi dà gli spazi in locazione»

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ROSIGNANO. Scarseggiano le case da destinare agli affitti annuali, mentre quelle per il turismo dei vacanzieri estivi sempre di più restano sfitte. E, contemporaneamente, il Comune ha difficoltà a trovare appartamenti in cui sistemare quelle famiglie senza un tetto, che magari hanno avuto lo sfratto perché non riuscivano a pagare il canone di locazione.

Quello dell’emergenza casa è un circolo vizioso, che è profondamente collegato alla recessione.

Affitti annuali, poche case disponibili. Se in passato sul territorio rosignanese c’era abbondanza di appartamenti da destinare agli affitti stagionali, la sensazione è che adesso questo genere di unità residenziali sia molto diminuito.

Come conferma l’Asppi, associazione piccoli proprietari immobiliari. «Dieci anni fa - spiega Sirio Grassi, presidente Asppi - nel rosignanese diciamo che c’erano 1.500 unità residenziali da poter destinare all’affitto, mentre adesso non superano le 700-800. È un fenomeno legato alla crisi, dieci anni fa infatti l’industria edilizia era molto attiva e c’erano investitori che compravano dal costruttore o magari erano in società con lui, per poi immettere le abitazioni sul mercato degli affitti». È chiaro che con la recessione di case ne sono state costruite meno. «Diciamo che cinque anni fa - prosegue Grassi - le unità immobiliari costruite appositamente per la locazione erano circa il 10% del totale, mentre adesso questa percentuale è calata allo 0,5%. Ovvio che la diminuzione di investimenti in edilizia ha portato a una diminuzione di case disponibili per l’affitto familiare».

E poi c’è il problema che i proprietari spesso preferiscono non lasciare la casa vuota piuttosto che affittare senza avere garanzie sul pagamento del canone. «Oggi - dice Grassi - c’è sempre maggiore difficoltà a pagare affitti mensili sopra i 400 euro. Ecco perché chi ha una casa vuota, piuttosto che entrare in lungaggini con gli inquilini, preferisce non affittarla».

Aumentano le case stagionali sfitte. «Anche se i prezzi mensili - dice Grassi - richiesti ai visitatori per soggiornare nella zona sono calati notevolmente, le case abitualmente destinate all’affitto estivo che restano vuote sono sempre di più. Negli ultimi cinque anni c’è stato un calo del 30-35% delle unità abitative di questo tipo effettivamente affittate».

Emergenza abitativa. È vero che la disponibilità di case da destinare all’affitto annuale è diminuita, ma comunque si parla di 700-800 unità abitative per l’intero comune di Rosignano. Numeri che dovrebbero garantire di poter fornire un tetto alle famiglie in difficoltà. «Invece non è così - assicura Luano Casalini, responsabile unità organizzativa attività sociali del Comune -, abbiamo problemi nel trovare alloggi. Se le famiglie vengono da noi, le mandiamo alla Crom che attraverso le agenzie dovrebbe trovare loro una sistemazione in affitto. Ma sappiamo che questi alloggi scarseggiano, perché la gente preferisce lasciare le case sfitte piuttosto che darle in locazione con il rischio di avere problemi. Nel periodo estivo, come facciamo da anni, affrontiamo l’emergenza abitativa con alcune roulotte nei campeggi».

Agevolazioni per chi affitta. Pur di smuovere il mercato delle locazioni annuali il Comune ha tentato la strada delle agevolazioni fiscali. «Su seconde case date in affitto - dice l’assessore al patrimonio Gennaro Tudisco - l’aliquota Imu è del 7,2, mentre se sono vuote sale al 10,4. Così speriamo anche di fare emergere il mercato nero, certo noi possiamo dare un indirizzo, ma si tratta di un mercato privato che non possiamo regolamentare».

Anna Cecchini

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