Il Tirreno

Dagli ascensori ai pasti «L’Asl non ci paga da mesi»

di Rino Bucci
Dagli ascensori ai pasti «L’Asl non ci paga da mesi»

Il titolare di una ditta di manutenzione: «Aspetto 200mila euro dall’azienda. Ma intanto lo stipendio ai miei 14 dipendenti l’ho sottratto alla mia famiglia»

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CECINA. Non tutti hanno voglia di parlare. Anzi, a dirla tutta in pochi trovano il coraggio di aprire bocca. Perché di mezzo ci sono i soldi e perché prima va superata la convinzione che “cantare” possa comportare qualche sorta di problema. Chi racconta lo fa nella speranza di riuscire a sbloccare uno stallo che si trascina da troppo tempo o perché ha le spalle abbastanza larghe.

Loro sono parte di quell’esercito di creditori che a più riprese telefona o inoltra ingiunzioni di pagamento (con tanto di mora) all’Asl 6 di Livorno per debiti “scaduti”, ossia che si trascinano da oltre 60 giorni. Da fornitori, le loro spettanze, rientrano in quel monte da 86 milioni di euro che l’azienda sanitaria vanta verso gli appaltatori.

Con uno sconto sul prezzo di partenza pari al 31,20 per cento la Etruria Servizi srl di Cascina si era aggiudicata la manutenzione ordinaria e straordinaria degli ascensori da Livorno a Portoferraio. «Sono quasi due decenni che ci occupiamo dei controlli sugli ascensori dell’Asl – dice Giovanni Malatesti, titolare della ditta – e mai come in questi ultimi anni mi sono trovato in difficoltà. Il mio credito verso l’azienda sanitaria di Livorno si aggira intorno ai 200mila euro, altri soldi me li deve quella pisana. E questo mese mi sono trovato costretto a pagare gli stipendi ai 14 dipendenti sottraendo l’importo dal conto familiare. Non voglio mandare a casa nessuno anche perché chi lavora per me ha famiglia e spesso l’Etruria servizi è l’unica fonte di reddito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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