Trasporti
Mafia, la Sinistra si interroga
Francini: «Anche sul nostro territorio ci sono segnali che preoccupano»
CASTAGNETO. La Sinistra per Castagneto si interroga sulla criminalità e sulla prevenzione del fenomeno mafioso nel nostro territorio. Qualche tempo fa è stata presentata in consiglio comunale una mozione in cui il gruppo di Paolo Francini chiedeva al sindaco «di promuovere uno studio sul territorio, per capire e definire le misure con cui contrastare l’ attecchimento di interessi illegali nel comune». La mozione è stata bocciata con la motivazione che «ciò non compete all’amministrazione comunale».
«Noi siamo, invece, convinti che anche a Castagneto ci sia bisogno di smettere di stare a guardare e aprire una discussione pubblica – dice il capogruppo Paolo Francini - prima che si rendano necessarie denunce e sacrifici come quello, che spesso commemoriamo, di Peppino Impastato. E lanciamo l’amo: chi è disponibile, a Castagneto, a fare cento passi per la verità e la giustizia?».
Pochi giorni fa infatti si è svolta la cerimonia promossa dall’amministrazione comunale di Castagneto e dal Tavolo della pace della Val di Cecina, per ricordare Peppino Impastato, ucciso barbaramente dalla mafia.
«Quella cerimonia ci sprona a porci una domanda di fondo – continua Francini - Come si dà concretezza a questi nostri ideali, quanto abbiamo preso coscienza delle possibili infiltrazioni mafiose sul nostro territorio e come intendiamo combatterle? Nella nostra comunità, anche se in sordina, da anni ci si interroga se nessuna attività commerciale e turistica abbia alle spalle ambienti oscuri. Ci si interroga sulla fine che fanno i beni che vanno all’asta e sulle proprietà immobiliari che vedono concentrarsi, nelle mani di pochi, molti edifici di vario genere. Ci si domanda, infine, se i depositi bancari di Castagneto Carducci (tra i più alti della Toscana) derivino tutti da attività lecite e trasparenti. Questi dubbi sono acuiti dalla considerazione che, in periodi di gravi crisi, gli interessi legati al malaffare sono tra i pochi ad avere grandi disponibilità finanziarie, derivate spesso, così pare, anche dal mercato della droga, che si dice sia alquanto florido nel nostro territorio. Tutto questo ci preoccupa».(d.v.)
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