Sicurezza
Rea deve al Comune oltre 20 milioni di euro
Debito accumulato dopo il 2008, perché tardano i pagamenti di enti e imprese Il sindaco Franchi rassicura: «Nessun problema, l’azienda ha un piano di rientro»
ROSIGNANO. Ammonta a oltre 20 milioni di euro il debito che Rea ha nei confronti del Comune di Rosignano.
Questo il motivo che ha spinto la consigliera Maria Grazia Angeli (Pdl) a chiedere, con un’interpellanza presentata ieri in consiglio comunale, l’elenco di enti e imprese che devono ancora pagare Rea.
Quel che è certo è che ad oggi, visto il bilancio consuntivo 2012, il Comune rosignanese vanta un credito pari a 20milioni e 236mila euro. Angeli, nell’interpellanza, spiega «nel bilancio consuntivo 2012 sono presenti residui attivi di Rea spa, partecipata del Comune di Rosignano, che risalgono anche ad anni precedenti al 2008 per euro 99.000, per un anno e mezzo del vecchio per 6.119.635,75 e per 14.018.667,84, accertato, non incassato e riportato integralmente a residuo».
Un conto veloce evidenzia come il totale complessivo dei residui attivi ammonta a 20milioni e 236mila euro. Il sindaco Alessandro Franchi non nega che si tratti di una cifra importante, che però non preoccupa in alcun modo l’amministrazione locale. «Non c’è timore - spiega il primo cittadino - di non ricevere questi soldi, visto il rapporto di totale fiducia che abbiamo con Rea, che è una società sana e in grado di saldare. L’azienda ha infatti già previsto un piano di rientro da spalmare nell’arco di 24 mesi, ma se la crisi economica dovesse migliorare sarebbe in verità in grado di sanare il debito in un tempo minore». Come fa notare Angeli nella sua interpellanza, è evidente che Rea ha contratto il debito con il Comune a causa dell’insolvenza di soggetti che non hanno regolarmente pagato l’azienda. Ecco che la consigliera Pdl ha chiesto alla giunta comunale l’elenco di enti e imprese che devono pagare Rea.
Indipendentemente dall’interpellanza di Angeli, il sindaco precisa che, vista la crisi economica, è evidente che imprese ed enti pubblici possano avere relativi ritardi nei pagamenti a Rea. Ritardi che possono essere aggravati dal rispetto del patto di stabilità.
«È chiaro -spiega Franchi- che non ci mettiamo a fare ingiunzioni di pagamento a Rea, perché conosciamo la solidità dell’azienda e sappiamo che il ritardo nel pagamento è collegato esclusivamente al fatto che l’azienda deve ancora riscuotere da enti e aziende. Oltretutto, in questo momento di particolare disagio economico, non vogliamo andare a pesare su enti plici e imprese che sono già in difficoltà. Comunque sappiamo che Rea ha già un piano di rientro ben dettagliato».
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