Sicurezza
Indagini appese al Ris, incarico al tossicologo
CASTAGNETO. Avrebbero dovuto essere già conclusi, secondo le previsioni della Procura confidate a pochi intimi. E invece gli accertamenti nei laboratori del Ris di Roma sono ancora in corso, i test...
CASTAGNETO. Avrebbero dovuto essere già conclusi, secondo le previsioni della Procura confidate a pochi intimi. E invece gli accertamenti nei laboratori del Ris di Roma sono ancora in corso, i test si stanno rivelando complicati e laboriosi. Ma soprattutto gli esperti vogliono essere il più possibile scrupolosi: perché in quei test c’è la chiave dell’omicidio di Ilaria Leone, la diciannovenne massacrata di botte e lasciata morire in un uliveto la sera del primo maggio a Castagneto. Finora su 108 reperti solo due sono stati esaminati completamente, confrontati e comunicati: quelli che hanno rivelato tracce di sangue della ragazza sui pantaloni di Ablaye Ndoye, il trentaquattrenne senegalese in carcere da quasi un mese e accusato di omicidio, tentata violenza sessuale, occultamento di cadavere. Altri 106 reperti devono ancora “rispondere”. A questi esami vanno aggiunte le analisi tossicologiche, già disposte sin dal momento dell’autopsia. Oggi è previsto il conferimento del relativo incarico al professor Fabio Cempini, docente all’università di Siena, consulente tecnico del pm Fiorenza Marrara.
Intanto Ndoye continua a non collaborare con gli investigatori ma neanche con il suo avvocato Giovanni Porto. Il suo è un isolamento da ogni punto di vista. Fin qui il senegalese ha ripetuto solo una lunga serie di “no”, negando di aver fatto sesso con la ragazza (anche questo è oggetto di accertamenti), di averla uccisa, di averla incontrata. A parte le tre telefonate tra lui e Ilaria e la vicinanza delle rispettive celle la sera del delitto, gli indizi più pesanti a carico di Ndoye erano e restano il sangue sui pantaloni e il cellulare della ragazza ritrovato nello zaino che il senegalese aveva con sé al momento del fermo.
Mentre i carabinieri del Ris lavorano tra provette e microscopi, quelli del reparto investigativo continuano a cercare gli eventuali complici o gente che potrebbe sapere.(a.d.g.)
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