Il Tirreno

"Il fumo passivo in spiaggia peggiore di quello in città"

"Il fumo passivo in spiaggia peggiore di quello in città"

È il risultato di un esperimento condotto alle Spiagge Bianche (Rosignano) e presentato in occasione della Giornata mondiale senza tabacco

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«Oggi mi riposo, lascio la città e vado al mare a disintossicarmi un po'». Eh no: forse questo signore si potrà anche riposare, ma non si disintossicherà. Un esperimento eseguito da ricercatori dell'Istituto dei Tumori di Milano alle Spiagge Bianche di Rosignano, ha infatti mostrato come il fumo di 2 sigarette a 5 metri di distanza può arrivare a produrre picchi di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) fino a 7 volte maggiori dei valori di base e più che doppi di quelli misurati in piazza Grande, a Livorno, la sera all'ora di punta.

L'esperimento (eseguito l'estate scorsa a Rosignano in quanto questa spiaggia è conosciuta e molto frequentata) è stato proiettato nell'aula magna dell'Istituto dei Tumori di Milano davanti a circa 300 studenti di scuole medie lombarde. Nel corso dell'iniziativa d'informazione, animata dalle Iene in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, sono intervenuti testimonial come Caterina Caselli, Ubaldo Pantani e Virginia Raffaele.

In particolare, i valori di Ipa misurati in spiaggia, sottovento, hanno raggiunto a 5 metri di distanza dalla sorgente di due sigarette una media (misurata in 1 minuto) di 6000 nanogrammi per metro cubo. La stessa misurazione in piazza Grande a Livorno è stata di 2700 nanogrammi. «Gli idrocarburi policiclici aromatici -precisa Roberto Boffi, responsabile del Centro Antifumo dell'Istituto dei Tumori milanese - costituiscono alcune fra le sostanze più tossiche generate dalla combustione del tabacco. Questo esperimento dimostra che, oltre al problema ambientale causato dai mozziconi di sigaretta, che impiegano un anno per degradarsi, fumare in spiaggia pone un problema di salute legato al fumo passivo».

 

IL COMMENTO

di ANDREA ROCCHI
«Sa qual è il vero problema di Palermo? Il traffico». La proverbiale battuta la prendiamo in prestito da Johnny Stecchino di Benigni e calza a pennello. Sapete che fumare una sigaretta in spiaggia, con l’effetto areosol, fa malissimo perché sviluppa i micidiali idrocarburi policiclici aromatici in quantità assai più pericolose che in centro città? L’interessante conclusione arriva dallo studio dell’Istituto Tumori di Milano. Ma la cosa singolare è che per testare l’esperimento si sono scelte le famigerate Spiagge Bianche, i nostri piccoli Caraibi chimici, 4 chilometri di sabbia bianchissima grazie al carbonato di calcio che vi si accumulato col tempo. Ogni anno, Solvay sversa in mare (autorizzata dalla Provincia) chili di arsenico, cromo, cadmio, mercurio, nichel, piombo; metalli pesanti nocivi per la salute. È così da 100 anni, anche se nel 2008 con la sostituzione delle celle a membrana nell’elettrolisi si è eliminato il mercurio. Nel 2009, poi, la Procura di Livorno ha aperto un’inchiesta sul volume di fanghi scaricati in mare. E mentre a Rosignano manca un’indagine epidemiologica sui rischi per la salute da inquinamento industriale, una certezza oggi ce l’abbiamo: fumare alle Spiagge Bianche fa male assai.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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