Gioco
Trecento firme in poche ore per salvare la sanità livornese
Oltre 300 firme in poche ore per dire no al taglio dei posti letto negli ospedali della provincia e chiedere il potenziamento dei servizi sanitari territotoriali
CECINA. Oltre 300 firme in poche ore per dire no al taglio dei posti letto negli ospedali della provincia e chiedere il potenziamento dei servizi sanitari territotoriali.
Ha preso il via ieri da Cecina il “tour della sanità” organizzato dal sindacato Fials, che con un camper ha intenzione di girare nelle varie zone della provincia per informare i cittadini sullo stato di salute della sanità livornese e raccogliere firme da portare al presidente della Regione. La petizione è organizzata per chiedere di ridurre gli sprechi e le spese inutili, «cancellando le oltre 30 Società della salute toscane, i tre Estav e le direzioni aziendali esistenti in ambito di Area vasta, così da ricondurre la gestione ad un unico soggetto».
La prima giornata di presidio è stata organizzata dal Fials in piazza Guerrazzi, con tanto di camper, cartelloni e palloncini. Davanti al mezzo del sindacato ieri mattina si sono fermati anche il sindaco Benedetti ed esponenti di alcuni partiti politici e comitati locali. E poi si sono fermati tanti cittadini, che hanno deciso di aderire alla raccolta firme promossa da Fials. «Abbiamo già oltre 300 adesioni - di ce Daniela Boem del Fials - e riteniamo che il rapporto con i cittadini sia particolarmente importante , perché è bene che le persone prendano consapevolezza di ciò che accadrà ai servizi sanitari».
Un’occasione quella di ieri durante la quale il Fials ha voluto rispondere anche alle affermazioni dal direttore generale dell’Asl 6, che ha sottolineato come punto critico l’assenteismo dei dipendenti. «Non condividiamo questo giudizio - taglia corto Massimo Ferrucci, segretario provinciale del Fials - come del resto neppure i giudizi del Mes, che fa tre parti in commedia. Facciamo presente che in tre anni l’Asl ha diminuito 300 posti di lavoro, e di contro i lavoratori hanno accumulato oltre 80mila ore di ferie non fatte e 52mila ore di lavorate in più e non sempre considerate straordinari».
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