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Rsa, paura tra i lavoratori «Qual è il nostro futuro?»

Rsa, paura tra i lavoratori «Qual è il nostro futuro?»

A giugno scattano i primi esuberi nella residenza sanitaria di Castelnuovo: tre dipendenti vicini al licenziamento. I sindacati domani incontrano il consorzio: «Chiediamo sia fatta chiarezza»

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ROSIGNANO. «Rsa fattoria di Castello, il nostro futuro nelle mani di chi?». È l’interrogativo che agita i 31 lavoratori della residenza sanitaria assistita di Castelnuovo della Misericordia. Lo scrivono su uno striscione appeso all’ingresso della struttura. Dal primo di giugno, infatti, tre di loro saranno in esubero e verranno licenziati o messi in cassa integrazione dal Consorzio sociale Tirreno (Cst), l’ente che gestisce la residenza in base a una convenzione con l’Asl.

Per questo motivo ieri mattina sindacati e lavoratori si sono ritrovati sul posto per manifestare il proprio disagio e chiedere certezze sul futuro della Rsa. «Ci saranno tre licenziamenti tra infermieri, addetti alla lavanderia e personale della cucina – spiega Carlo Biondi, Fisascat Cisl – Ancora non si sa a chi toccherà ma di sicuro ci opporremo: vogliamo sapere qual è il destino di questa struttura». Assieme a lui ci sono Roberto Francesconi della Uil e Carmine Valente della Cgil. I tre sindacalisti ripercorrono la storia della residenza: «Questa struttura è nata nel 2002 per dare una risposta al territorio sia da un punto di vista occupazionale che di servizio – spiegano i sindacalisti – Fu talmente tanto voluta, che per farle spazio si decise di chiudere quella di Castellina. La Fattoria ha sempre funzionato bene e per i lavoratori non vi sono mai stati problemi. Almeno fino al 2011, quando si presentarono i primi ritardi nel pagamento degli stipendi. Già allora chiedemmo un tavolo congiunto con la presidenza di Cst, Comune di Rosignano e Asl per far luce sulla vicenda ma ad oggi non abbiamo ricevuto risposta». E purtroppo ora i problemi sono ben più gravi. Sembra siano derivati da un calo delle presenze nella residenza: al momento ci sono solo 22 ospiti su 43 posti disponibili. Essendo una struttura convenzionata la Fattoria rimborsata dalla sanità pubblica per ogni persona che l’Asl vi indirizza. Di solito si tratta di anziani con qualche invalidità e che non hanno familiari su cui fare affidamento. Purtroppo però negli ultimi mesi l’Asl ha smesso di inviare degli ospiti. E gli introiti sono calati. La soluzione potrebbe arrivare riservando alcuni posti ai privati: «Ogni tanto qualcuno telefona per sapere a quanto ammonta la retta – commenta Elena, una delle infermiere – Ma non mi pare si facciano salti mortali per avere nuovi clienti».

Domani i sindacati incontreranno il Cst per affrontare il tema esuberi: «Se si tratta di riorganizzare il servizio in base a dei parametri funzionali alla crisi siamo d’accordo – spiegano Biondi, Francesconi e Valente – Ma se invece si tagliano tre persone oggi per poi licenziarne altre quattro fra pochi mesi allora non ci stiamo». Per i tre licenziati, intanto, i sindacati chiederanno la cassa integrazione in deroga. Vedremo poi cosa risponderà il consorzio.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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