Sicurezza
«L’assenteismo, il problema dell’Asl 6»
Calamai lascia l’azienda e spiega eccellenze e punti critici: «Nessun senso di colpa per le scelte riguardanti Cecina»
CECINA. Ringrazia gli operatori per il grande lavoro svolto, ma spiega senza mezzi termini che nell’Asl livornese di ambiti da migliorare ne restano parecchi, e riguardano proprio chi nella sanità ci lavora. «I punti critici sono l’assenteismo e gli infortuni», dice Monica Calamai, durante la conferenza stampa congiunta per analizzare i dati sulla sanità elaborati dal laboratorio Mes del Sant’Anna (vedi pezzo nella pagina a fianco).
A pochi giorni dall’addio all’Asl livornese (andrà a dirigere Careggi, ndr) Calamai descrive quelle che considera luci e ombre dell’azienda sanitaria che ha diretto dalla primavera del 2009. E fa capire che, nonostante il percorso di riorganizzazione avviato, «l’assenteismo resta un problema diffuso, come del resto gli infortuni, settore che comunque ha avuto notevoli miglioramenti grazie al lavoro che abbiamo intrapreso».
Una stoccata, seppur diplomatica, Calamai la dà anche alle istituzioni della porzione sud della provincia. E a chi le chiede quali errori non rifarebbe, accennando alle mobilitazioni che ci sono state per salvare la sanità di Cecina e dell’Elba, dove i sindaci sono addirittura saliti sul tetto dell’ospedale, la direttrice risponde senza problemi: «Tra gli errori che non rifarei non ci sono le vicende riguardanti l’Elba o Cecina. Non ho alcun senso di colpa rispetto alle scelte fatte in quelle zone, anche perché si tratta di riorganizzazioni che rientrano nel monitoraggio degli indicatori del Mes». Certo anche Monica Calamai, “lady di ferro” della sanità toscana, ammette di aver commesso degli errori. Non vuole svelare in quali ambiti ma chiarisce che «in certi casi avremmo ottenuto lo stesso risultato magari con una gestione diversa».
E poi snocciola, con comprensibile soddisfazione, quelli che considera i fiori al’occhiello della sanità dell’Asl 6. «Specifico - dice la direttrice generale - che l’obiettivo non è avere un’eccellenza, ma un buon funzionamento delle strutture in modo da garantire servizi ai cittadini. Sulla rete ospedaliera è stato fatto un gran lavoro, sono stati aperti 4 ospedali di comunità, ci sono hospice nelle varie zone della provincia, l’attività di assistenza domiciliare integrata è stata garantita sette giorni su sette, abbiamo attivato il Cuptel e le prenotazioni degli esami in farmacia». Riguardo ai dati del laboratorio del Sant’Anna ci tiene a sottolineare che «c’è stato un miglioramento dell'offerta sanitaria rilevata dal Mes. La spesa sanitaria pro-capite si è riallineata con la media regionale, e ci sono stati miglioramenti nella chirurgia e nella medicina, oltre che nell’appropriatezza». Una bella lista di attività che funzionano, molte delle quali prima del suo arrivo non esistevano neppure. «Sono soddisfatta - spiega Calamai - dei servizi che abbiamo garantito ai cittadini».
Quanto alle specializzazioni mediche della sanità livornese che considera di maggior pregio cita «diabetologia, oculistica e i pronto soccorso, che erano un punto particolarmente dolente tanto che al mio arrivo trascorrevo molto tempo in questi reparti».
Anche se il percorso non è stato dei più semplici, anche perché è fuor di dubbio che Calamai sia sempre stata nell’occhio del mirino di istituzioni e cittadini, la direttrice non nega che quelli all’Asl 6, «un’azienda particolarmente complicata», sono stati anni importanti. «È stata una esperienza positiva - conclude -. Vado via arricchita a livello personale e professionale e ripeto un ringraziamento agli operatori, perché certe performance si raggiungono solo grazie al lavoro di tutti».
Anna Cecchini
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