Toscana
La mareggiata si rimangia un altro pezzo di diga del porto
Scogliera spazzata dalle onde, trenta metri da rifare. Matteoli non fa drammi: «Un buon collaudo» Rallentato anche il ripascimento: sabbia e rocce riversate in acqua sia a Marina che alle Gorette
CECINA. Onde alte fino a quattro metri, vento di libeccio e raffiche sopra i cinquanta chilometri all’ora.
Il maltempo di questo weekend ha messo a dura prova le due grandi opere su Marina di Cecina. Sia lungo le dighe del nuovo porto turistico che sui pennelli previsti dal piano per il ripascimento si sono visti gli effetti più evidenti della forza della natura.
Sulla foce del fiume Cecina, dove stanno lavorando le ruspe della Sales per chiudere quella che sarà la testa del porto, serviranno almeno tre giorni di lavoro extra per riportare la situazione alla normalità. I responsabili del cantiere tirano un mezzo sospiro di sollievo perché la mareggiata è stata meno violenta rispetto a quella del mese scorso ma guardano al cielo con preoccupazione.
La situazione dovrebbe evolvere al meglio nei prossimi giorni. Già ieri sera il vento di libeccio stava girando in maestrale. E da lunedì si ritorna a pieno regime per sistemare i danni. Andranno rimessi a nuovo quei trenta metri di diga sopraflutto che sono stati ricoperti di materiale. La scogliera non è ancora definitiva, in pratica è ancora una strada dove i mezzi si spostano per portare rocce sempre più in prossimità della testa del porto.
Bene, quella strada, nel suo punto finale è stata spazzata di brutto dalle onde. Al punto che diventa difficile percorrerla e andare avanti.
«La scogliera non è ancora definitiva, quindi è più vulnerabile – dice Giuliano Matteoli, presidente della Circolo nautico spa – siamo al quaranta per cento di come dovrebbe essere; oggi è quasi un sentiero. Quando sarà del tutto rialzata e rafforzata i problemi spariranno. È logico che sotto questo maltempo ci sono state delle turbolenze e diverso materiale si è spostato. Lo ripiazzeremo».
Matteoli, però, guarda al lato positivo: «La mareggiata è stata anche una buona occasione di collaudo – dice – venerdì tutti i progettisti, nel momento di maggiore difficoltà, erano qui. L’opera ha retto bene. Il molo è quasi pronto e abbiamo potuto constatare che le barche, quando tutto sarà completato, potranno entrare tranquillamente anche con queste condizioni meteo».
Il molo sottoflutto, invece, non ha subito alcun danno.
Intanto continuano gli interventi nonostante la pioggia e il vento. Ieri erano ferme le ruspe della Sales ma, sotto la pioggia, lavoravano quelle della Circolo nautico.
«Siamo alle porte coi sassi – dice Matteoli – i mezzi viaggiano per realizzare gli ormeggi dei pontili mobili che dovremo piazzare in vista dell’estate».
Qui si tratta di soldi: sono posti barca provvisori che darebbero una bella boccata d’ossigeno alle casse della società e che consentirebbero di portare a Cecina barche fino a circa venti metri (mai viste in porto).
Dei quattro pontili che erano previsti, entro il 2 giugno ne saranno installati due. «Stiamo andando un po’ a rilento – confida Matteoli – a causa di questo tempo impietoso».
In questo weekend si sono verificati danni anche sul fronte del ripascimento: sia a Marina che alle Gorette. Questa volta si tratta solo di materiale. La forza delle onde ha riversato in mare gran parte dei detriti (sabbia e rocce) che avevano piazzato nell’ultima settimana le ruspe della Sales e della Co.Ve.Co. Andranno ripiazzati di nuovo.
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