Il Tirreno

«La cittadinanza deve essere un premio, non un diritto»

Si è parlato dei problemi legati all’immigrazione ma anche di difesa del territorio, sicurezza e criminalità nell’incontro organizzato dal gruppo politico Fratelli d’Italia di Cecina

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CASTAGNETO. Si è parlato dei problemi legati all’immigrazione ma anche di difesa del territorio, sicurezza e criminalità nell’incontro organizzato dal gruppo politico Fratelli d’Italia di Cecina a cui è intervenuto il senatore Achille Totaro. Una riflessione approfondita sui processi di integrazione e di merito che dovrebbero interessare le amministrazioni comunali e i diretti interessati, gli immigrati. Non solo diritti ma doveri, tra cui il più importante quello di acquisizione della cittadinanza «non come un diritto – ha detto Totaro – ma come un premio dopo aver dimostrato volontà di integrazione con un lavoro e una buona condotta». E il discorso è scivolato anche sull’omicidio di Ilaria Leone, di cui il senegalese Ablaye Ndoye resta al momento l’unico indagato. «Questo fatto non è certo un pretesto per una crociata – ha detto Monica Barsotti, tra i relatori – ma non può non scatenare rabbia davanti alle istituzioni che si sono dimostrate troppo compiacenti verso chi doveva essere già espulso secondo diversi decreti. La sinistra è rimasta in silenzio nel territorio e noi diciamo no!».

Si è parlato anche dell’abolizione di sconti sulle pene. «Il 40% delle galere italiane e il 60 % di quelle toscane – ha aggiunto Francesco Villani – sono occupate da extracomunitari. Vorrei che scontassero la loro pena nel paese d’origine senza far spendere soldi agli italiani. Sono troppi gli immigrati che vivono di espedienti e vengono in Italia perché nel nostro paese non c’è certezza di pena».

«Non è una questione di discriminazione – conclude Totaro – ci sono immigrati in Italia che lavorano da anni e sono meglio di tanti italiani. Ma non possiamo sommare la nostra criminalità a quella di altri provenienti da altri paesi. Presenterò una proposta di legge perché chi è colpevole sconti la pena nel paese d’origine, sono consapevole che me ne diranno di tutti i colori, mi accuseranno di anticostituzionalità ma è l’unica maniera. Ndoye non doveva stare qui, aveva precedenti gravi. Sono questi stessi immigrati che compiono reati a essere i primi razzisti soprattutto nei confronti dei propri connazionali che invece sono onesti e lavorano. La morte di Ilaria cadrà nel dimenticatoio, purtroppo, e se la ricorderanno solo i familiari e Castagneto, questo paese colpito a morte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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