Il Tirreno

L’ospedale finisce in Parlamento

di Rino Bucci
L’ospedale finisce in Parlamento

Totaro (Fdi) annuncia un’interrogazione sul documento firmato dai sindaci e dal comitato

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CECINA. Il documento sulla sanità firmato dai sindaci della Bassa val di Cecina e sottoscritto dal comitato Pro ospedale sbarcherà a Roma.

A farsi carico di trasformare gli undici punti in un’interrogazione parlamentare sarà l’onorevole Achille Totaro. Ieri, il parlamentare di Fratelli d’Italia si è prodotto in un tour de force in zona.

Si è fermato a Montecatini val di Cecina a tirare la volata al candidato di centrodestra per le amministrative a Montecatini val di Cecina e poi è intervenuto a Castagneto in un incontro sull’immigrazione. Prima, però, ha fatto tappa in ospedale a Cecina.

Ad attenderlo gli esponenti del Comitato pro ospedale, il presidente della quarta commissione consiliare Francesco Musotto e, per l’Asl, il direttore sanitario Luca Lavazza e i responsabili di zona Paolo Lucchesi e Angela Poliseno.

In sostanza, Totaro ha ascoltato le rimostranze dei cittadini e si è impegnato a portare il documento a Roma. Poi si è verificato il deja-vu, con Lavazza da una parte della scrivania e la società civile, all’attacco, dall’altra.

Un po’ lo stesso scenario del marzo 2012 quando, davanti alla commissione, Lavazza si scontrò con il sindaco Benedetti sulla riorganizzazione di via Montanara.

«Non accetto valutazioni di carattere tecnico da chi tecnico non è – precisa Lavazza – comprendo, piuttosto, le motivazioni politiche». Il direttore sanitario è intervenuto sulla questione dei palmari, ormai acquistati e in funzione.

«Sono stati osteggiati in tutti i modi – dice – ma la verità è che si tratta di una tecnologia sofisticata e innovativa che andrà a sopperire problemi storici in reparto. Anche in questo caso non capisco le ragioni di tanto malcontento. Quali sono le motivazioni tecniche?». L’ultimo attacco è stato indirizzato al governatore della Regione a portare il fendente don Reno. «Nonostante 20mila firme – dice il prete – Enrico Rossi non si è mai degnato di risponderci. Non sappiamo neanche se esiste. Monica Calamai, invece, è stata più furba. Ha accettato il confronto, mi ha anche baciato ma poi ne ha combinate di tutti i colori. E nonostante il Mes le abbia affibbiato la maglia nera in Toscana è stata promossa».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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