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Roventini fa canestro nel Pd È lui il segretario pacificatore

Roventini fa canestro nel Pd È lui il segretario pacificatore

L’architetto 50enne con un passato da cestista ha preso 40 voti su 42. La sua ricetta per il partito: «Evitare personalismi, comunicare in modo efficace e privilegiare il locale»

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CECINA. Lo si è votato quasi alla maniera bulgara. Benedetto Roventini eletto segretario del Pd con 40 voti favorevoli su 42 votanti. Insomma, un plebiscito. Per l'occasione c’erano tutti, come si suol dire: dal sindaco Benedetti all'assessore provinciale Pacini, dal vicesindaco Garigali agli assessori Burgalassi, Carli, Pieraccini, ai senatori del partito Vanni, Marini, Parenti, ai giovani dalle nuove idee come Battini e Imbroglia, al gruppo di minoranza dei Biondo ed Argentieri, al renziano Valori. Ma dopo l'intervento iniziale del segretario provinciale Samuele Lippi, che per l'occasione ha rotto il silenzio mantenuto nella seduta precedente, culminata negli eventi drammatici delle reiterate dimissioni, si è passati subito alle votazioni. E questa volta hanno taciuto i massimi dirigenti locali.

Ha parlato invece, subito dopo la sua elezione, Benedetto Roventini, che da presidente del Comunale è passato ad assumere così la direzione del Pd almeno fino al congresso preannunciato nell'autunno. Roventini è un architetto, titolare di uno studio privato, è si è segnalato nella realtà sociale locale più per la lunga attività sportiva (è stato un buon giocatore di basket nelle squadre cecinesi) e nel volontariato che per la vocazione politica. Peraltro partecipa alla vita pubblica già dai tempi della Margherita, introdotto in quel partito dall'architetto Paolo Papadopulo, esponente di rilievo dell'area laica e repubblicana. È un cinquantenne, ma ne dimostra almeno dieci di meno, fisico slanciato, l'alta statura da pivot, col ciuffo con appena lievi liste grige. Ha parlato pacatamente, col tono di chi si assume una responsabilità non proprio ambita. «Qui in questo nostro partito - ha detto in un passaggio chiave - non si riesce a comunicare tra le varie parti in causa e manca quindi la possibilità di effettuare sintesi efficaci». Compito della segreteria che nominerà a breve sarà appunto quello di cercare di rimuovere le cause che finora hanno impedito una “comunicazione effettiva". Un avvertimento: «Evitare i personalismi e le posizioni eccessive», «cercare invece un confronto leale e costruttivo».

La scelta sui contenuti: «Privilegio delle questioni locali, da cui ci si attendono scelte chiare e trasparenti, senza vera paura del pluralismo delle idee». Le buone intenzioni non mancano.

(c.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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