Il Tirreno

Ecco la macchina acchiappaonde

di Alessandra Bernardeschi

Produrrà energia sfruttando il moto ondoso ma un largo tratto di mare sarà vietato alla navigazione

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CASTIGLIONCELLO. Generare energia dal moto ondoso del mare. La macchina acchiappaonde ideata dall’azienda pisana 40 South Energy e al momento in via di sperimentazione, sarà presentata a villa Celestina il 31 maggio alle ore 16. In pratica saranno installate in mare a largo tra Punta Righini, speciali strumentazioni. Si tratta di una macchina completamente immersa composta da tre sottosistemi, anch’essi sott’acqua di cui uno, più vicino alla superficie, uno più in profondità e il terzo che servirà solo da ormeggio. Il sistema, sfruttando il movimento relativo delle due componenti, una più vicina l’altra più lontana dalla superficie marina, convertirà il movimento in elettricità direttamente sulla macchina. Da lì partirà un cavo di corrente sottomarino che convoglierà la corrente a terra. L’apparecchio ha una potenza di 150 Kilowatt. Tutta l’apparecchiatura sarà invisibile perché sotto la superficie dell’acqua, tranne le boe che delimitano l’ area.

Area che sarà interdetta alla navigazione. «Si tratta – ha spiegato l’assessore all’urbanistica Margherita Pia – di uno studio relativo al moto ondoso che ha ottenuto la concessione dalla Capitaneria di Porto». L’area interessata (250 metri per 250) si trova a due miglia nautiche dalla costa, circa 3mila 600 metri; la zona sarà segnalata da quattro boe gialle sui vertici del quadrilatero dotate da luci bianche lampeggianti e al centro una boa cilindrica gialla con luci gialle di portata visibile per tre miglia. «Tutt’attorno sarà inibita la navigazione e la pesca. Il comando zona fari della Spezia – continua l’assessore – ha fornito la prescrizione delle modalità delle segnalazioni dell’area». È stata scelta la zona di Castiglioncello dopo che l’azienda ha effettuato numerosi studi per valutare l’impatto che la macchina può avere sull’ambiente marino costiero. Studi che hanno dato esito favorevole. Inoltre, come ha spiegato Margherita Pia «È stata scelta la zona a largo di Punta Righini perché è quella che maggiormente risponde ai requisiti di moto ondoso e presenta le correnti più favorevoli al rendimento della macchina». Si tratta di studi apprezzati dall’amministrazione comunale. «Siamo favorevoli alla green economy soprattutto per quei progetti – continua Pia – che ottimizzano la sostenibilità ambientale. In questo caso si tratterebbe di uno studio mirato a produrre energia elettrica che, a differenza di un parco eolico marino, sarebbe meno impattante dal punto di vista visivo e dunque più ambientamene sostenibile».

Rimane il problema di un’ampia zona interdetta alla navigazione su una costa, come quella tra Vada e Castiglioncello, frequentata da etileniere (già presente il divieto di navigazione attorno al pontile Solvada) e da diportisti anche per la presenza di un porto turistico e di numerosi circoli nautici. Ed è anche per questo che all’assemblea di venerdì prossimo sono stati invitati, oltre che i pescatori della zona, anche i responsabili di circoli nautici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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