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Rogo nella notte alla cantina Due Mani

Rogo nella notte alla cantina Due Mani

D’Attoma: «È doloso, c’era carburante in terra, ma non so chi possa essere stato». Indagano carabinieri e vigili del fuoco

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RIPARBELLA. Rogo nella notte di lunedì nella collina di Riparbella. A farne le spese è stato il noto enologo Luca D’Attoma nella sua azienda vitivinicola, la Due Mani, che gestisce con Elena Celli, in località Ortacavoli a Riparbella.

Sono in corso le indagini dei carabinieri e dei vigili del fuoco ma D’Attoma è sicuro che si sia trattato di un incendio doloso.

«Non vorrei arrivare a conclusioni affrettate - dice - ma il caso del piromane non mi convince, il fatto ha tanto l’aria di un avvertimento. Due porte a distanza di pochi metri con del carburante in terra: il quadro mi pare abbastanza chiaro per trarre le conclusioni»

Ma chi può essere stato? D’Attoma trova il modo anche di scherzarci ma non sa dare una risposta precisa: «Sinceramente non ho nemici, almeno non ho nemici che si siano palesati... Anch’io mi sto facendo tante domande ma non mi pare che si possa trattare di un semplice dispetto. Certo non è stato un bel risveglio e chi l'ha fatto deve pagare».

La cantina non è facilmente raggiungibile se non si conosce con precisione la zona. Si trova infatti in un punto piuttosto nascosto, superato il paese di Riparbella in direzione nord-ovest, verso Castellina Marittima.

E’ necessario percorrere qualche chilometro di strada sterrata prima di raggiungerla.

Le fiamme hanno provocato danni consistenti alla cantina. Ad andare a fuoco sono state le due porte di legno di ingresso alla struttura. L’incendio poi ha coinvolto anche parte degli interni dove si trovavano le barrique che servono per la conservazione e la maturazione dei vini.

Per fortuna i vini erano contenuti, al momento, nei tini di acciaio. A dare l’allarme è stato l’operaio che ogni mattina si reca in azienda. E’ così subito è scattata la denuncia ai carabinieri e il conseguente sopralluogo per accertare tempi e modi di esecuzione e acquisire prove utili alle indagini.

«La sorpresa non è stata proprio delle più gradite – conclude D’Attoma – tra l’altro proprio oggi (ieri, ndr) avevo una visita importante con un importatore americano. L’incendio è stato appiccato volontariamente. Come risulta anche dalla perizia dei vigili del fuoco, abbiamo trovato una discreta traccia di carburante proprio davanti alle porte che sono andate in fiamme. Da lì è stato appiccato il fuoco, c’è da capire poi il perché, il movente. Chi ce l’aveva così tanto con me? I danni ammontano a qualche migliaio di euro per non parlare del lavoro di pulizia che dovrò eseguire all’interno della cantina, per sistemare le barrique, ripulirle e liberarle dai vapori che hanno assorbito oltre alla imbiancatura totale dei muri. Entrare qua dentro è stato tremendo, era tutto nero. Mi auguro che presto si faccia luce sull’accaduto».

Divina Vitale

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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