Proteste
Caos Rai, disagi senza fine Proteste anche a Solvay
L’assemblea dei cittadini convoca un incontro pubblico a Villa Celestina Il Movimento consumatori prepara una lettera da inviare al ministero
ROSIGNANO. Si allargano a macchia d’olio le proteste dei cittadini che non riescono a vedere i canali Rai. Il numero è talmente elevato che l’assemblea permanente di frazione di Castiglioncello ha deciso di organizzare, per fine maggio, un’assemblea pubblica a Villa Celestina dove i residenti che non riescono a vedere il servizio pubblico televisivo sono chiamati a partecipare.
La lettera al ministero. Il caso, partito da Castiglioncello, frazione maggiormente colpita dal disservizio, si sta estendendo anche a Rosignano Solvay e Rosignano Marittimo. Del fatto si sta interessando anche Alessandro Masoni del Movimento Consumatori che ha già pronto un documento, che i residenti potranno sottoscrivere proprio a villa Celestina, da inviare alla Rai e al ministero delle Telecomunicazioni. Difficile al momento dare il numero preciso dei residenti che, pur pagando il canone, sono colpiti dal problema. Problema nato da quando Rai è passata al digitale terrestre. Insomma, nonostante che gli abbonati della tv pubblica abbiano sborsato per la tassa di possesso dell’apparecchio televisivo 113,50 euro ma, soprattutto, nonostante che il segnale radio televisivo Rai sia a tutti gli effetti un diritto essenziale dei cittadini da oltre un anno interi rioni non riescono più a vedere neppure i principali canali della televisione perché il segnale è debole e le immagini vanno e vengono.
Una tv di altri tempi. Di fatto sembra incredibile che nel 2013 con le tecnologie satellitari a disposizione centinaia di persone quando accendono il principale mezzo di comunicazione delle famiglie italiane debbono rivolgersi ai santi in Paradiso, pregare che non piova o tiri vento, per riuscire a seguire un programma di loro interesse. Ieri sera, tanto per fare un esempio, nella zona delle Spianate, a Castiglioncello, c’è chi non è riuscito a vedere Report, programma giornalistico sui Rai Tre: le immagini erano disturbate e, a tratti, pure il sonoro. E a questo punto lasciano perplessi le indicazioni fornite dalla stessa Rai sul sito web dove si specifica che “la Rai è la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, per questo è tenuta a trattare argomenti e fornire informazioni di approfondimento, attualità a carattere istituzionale”. Ed ancora: “La Rai in quanto servizio pubblico adegua la propria programmazione a precisi standard indicati nel contratto di servizio stipulato con il ministero delle Comunicazioni con temi sociali e di pubblica utilità come: Rai parlamento, Rai Storia, Rai scuola” e così via. E fa ancor più arrabbiare i cittadini leggere che: il passaggio alla tecnologia digitale terrestre offre immagini migliori, migliori qualità e “molti più canali”. «Quali canali se i cittadini – dice Masoni – non riescono più a vedere neppure quelli principali?».
Le aree interessate. E così dopo l’appello lanciato dall’assemblea di Castiglioncello che nei giorni scorsi aveva invitato i residenti della frazione interessati dal problema a mettersi in contatto con lo stesso organismo, sono giunte decine di telefonate; non solo da Castiglioncello ma anche dai residenti di altre frazioni del comune. «A Castiglioncello – dice Francesco Gentilini coordinatore dell’assemblea di frazione – sono almeno dieci le aree interessate ma ci hanno contattato residenti di altre frazioni, come ad esempio Rosignano Solvay».
Qui la zona che soffre maggiormente è quella delle Cinque Strade: attorno al supermercato Conad ma anche nell’area di via Capponi. Altre segnalazioni stanno giungendo da Rosignano Marittimo. «La nostra intenzione era quella di fare una mappatura su Castiglioncello ma a questo punto – continua Gentilini – abbiamo deciso di indire un’assemblea pubblica alla quale tutti i cittadini colpiti dal disagio, possono partecipare e indicare precisamente l’area dove il problema persiste». E sarà proprio all’interno dell’assemblea pubblica che i residenti infuriati dal protrarsi della situazione, potranno sottoscrivere la lettera di reclamo scritta da Alessandro Masoni del Movimento Consumatori. Lettera che verrà inviata alla Rai ma anche al Ministero delle Telecomunicazioni, «come Ente concessionario pubblico – spiega lo stesso Masoni – e all’Autorità di telecomunicazione come Ente di controllo».
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