Il Tirreno

Progetto Stazione ko fra crisi e proroghe

di Rino Bucci
Progetto Stazione ko fra crisi e proroghe

50 milioni fra case, uffici, alberghi e la nuova piazza Gramsci. Ora previsto solo un parcheggio e il nuovo terminal bus

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CECINA. Non se ne farà più di niente. Il de profundis l’ha recitato l’assessore all’urbanistica Giamila Carli nell’ultimo consiglio di marzo, in risposta ad un’interrogazione presentata da Francesco Villani: addio al progetto stazione. Eppure negli scaffali di piazza Carducci ci sono ancora gli incartamenti e i dvd che vennero realizzati per illustrare ai cittadini quello che sarebbe stato il nuovo volto di Cecina centro.

E poi, ci sono due delibere del 2006: nella prima (70/2006) si affidano 4.850 euro allo studio Narese di Firenze per «l’assistenza nel procedimento di project financing» mai realizzato. Nella seconda (132/2006) si destinano altri 4.850 euro allo stesso studio per «un approfondimento e un’analisi comparativa dello schema di convenzione». Soldi spesi a vuoto.

L’accordo. All’inizio lo chiamavano progetto Metropolis (denominazione poco fortunata a Cecina), dal nome di una vecchia controllata delle Fs. Poi, dopo vari rimpasti societari nell’universo delle rotaie questa controllata sparì; e si chiamò solo “progetto stazione”. In soldoni, si tratta di un'altra lottizzazione annunciata e mai portata a termine. Il protocollo d’intesa fu siglato a Roma nel 2002dall’ex sindaco Paolo Pacini, l’ex assessore all’urbanistica Stefano Benedetti e l’allora ad di Rfi Mauro Moretti.

Accordo semplice: le ferrovie si impegnavano a cedere tutti i loro terreni al privato che avrebbe vinto la gara d’appalto. Si stimò che Rfi potesse incamerare circa 9 milioni dall’operazione. A farsi carico dell’investimento c’era già pronto un colosso dalle spalle larghe: il Consorzio Etruria.

I contenuti. Lottizzazione ambiziosa, da 50 milioni di euro (di cui 10 in opere pubbliche) su sei ettari di terreno.

I contenuti? Quattro nuovi parcheggi per mille posti auto, un centro di aggregazione giovanile, una nuova collocazione per il Dlf. E, poi: aree sul lato nord di via della Circonvallazione per fini turistico-ricettivi, alberghi e alloggi a profusione. Ma anche rotatorie, riqualificazione di piazza Gramsci, spostamento del terminal bus e nuova vita nel quadrilatero tra le vie Rosselli, don Minzoni, della Rimembranza e Rosselli. Continui rinvii. Che non si sarebbe andati fino in fondo si cominciò a sospettare verso il 2005.

Il 30 giugno di quell’anno, da convenzione con Rfi, il Comune avrebbe dovuto formalizzare con una delibera la cessione delle aree e poi partire col bando di gara. Per non bruciare l’affare palazzo civico, in ritardo sui tempi, chiese una proroga che venne concessa al 31 dicembre 2005. Da questo punto in poi Rfi non farà che pressare e il Comune chiedere proroghe (almeno quattro). L’ultima in ordine di tempo, l’annunciò Paolo Pacini.

Il 30 dicembre 2008, dopo due anni di silenzio e in piena campagna elettorale con Stefano Benedetti candidato a sindaco, rivelò di essere stato a Roma per parlare con Moretti e ottenere, una nuova proroga.

«E’ un atto che ritengo indispensabile per non cancellare quanto fin qui fatto», disse. E calò di nuovo il silenzio.

Oggi. Fino al consiglio comunale di marzo. «Col sennò di poi – dice l’assessore Carli – penso che sia stato un bene non realizzare il progetto stazione. Se fosse andato in porto, oggi il centro di Cecina sarebbe stato pieno di cemento. Ormai, anche l’interesse di ferrovie è scemato, da anni non abbiamo più rapporti con loro e gli interlocutori sono cambiati. Bisognerebbe ripartire da capo. Nel nuovo regolamento urbanistico abbiamo, però, previsto un parcheggio a due piani in via Rosselli e lo spostamento del terminal bus con la riqualificazione di piazza della Libertà. Di più non possiamo fare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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