La protesta
Mancano anestesisti Nessuno ha sostituito il primario in pensione
Pronta la delibera per l’assunzione di un medico Ma intanto per turni e guardie arriva personale da fuori
CECINA. Mancano gli anestesisti a Cecina e allora si pesca un po’ dagli altri ospedali per garantire i «livelli minimi assistenziali». Da poco più di due settimane, per la precisione dal primo giorno di maggio, l’Unità operativa di anestesia e rianimazione è sotto organico a causa del pensionamento dell’ex primario Paolo Barlettani.
La direzione del reparto è stata affidata al dottor Carlo Amadori ma il camice di Barlettani non è stato sostituito con nessun altro. Manca un medico e allora, per garantire la turnazione e i servizi di guardia a Cecina si alternano professionisti in arrivo da Portoferraio, Piombino e Livorno. Una soluzione tampone che rischia di mettere in difficoltà l’assetto del dipartimento di alta intensità di tutta l’azienda sanitaria. Già il 17 aprile scorso, il dottor Paolo Roncucci, direttore a livello aziendale per l’anestesia, scrisse al direttore sanitario, Luca Lavazza, per chiedere l’assunzione di un medico, almeno a tempo determinato. «Dal 1° di maggio – si legge nella lettera inviata al direttore sanitario - gli anestesisti di Livorno, Piombino e Portoferraio si alterneranno ad effettuare i turni di guardia per mantenere i livelli minimi esistenziali, e di attività chirurgica in sala operatoria, in elezione ed urgenza. Pertanto, sono a chiedere un incarico a tempo determinato per l’unità operativa di Cecina». La lettera è stata visionata una settimana dopo dal direttore sanitario, il 23 aprile. Poi, è stato dato il via libera.
L’ex primario sarà sostituito con un incarico a tempo determinato di sei mesi in via straordinaria. La delibera d’assunzione è diventata esecutiva tre giorni fa. Ma, c’è da fare i conti con i tempi della burocrazia: se all’Estav Nord Ovest esiste ancora una graduatoria valida da cui attingere, bene. Altrimenti si dovrà passare da una «nuova procedura selettiva».
Il che aumenterebbe l’attesa con scenari poco incoraggianti per il reparto. «Il mancato conferimento dell’incarico – recita la delibera firmata dal direttore generale in partenza, Monica Calamai – rischierebbe di pregiudicare seriamente l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza presso la struttura organizzativa».
E dalla turnazione dei medici ne risentirebbero anche gli altri ospedali della provincia perché «qualunque contrazione di personale metterebbe in discussione l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza» sia Livorno che Piombino o Portoferraio.
Insomma, la coperta è corta anche se, come spiegano dall’Asl, attualmente ci sono otto dottori nel reparto di rianimazione cecinese a controllare i letti della terapia intensiva, al pronto soccorso o in sala operatoria.
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