Sicurezza
Bobo Rondelli al Tirreno: vi racconto il "famous local singer"
Il cantautore livornese ha risposto alle domande dei lettori e si è raccontato accompagnato dal suo cane Gino e dall'ukulele. In edicola con il giornale l'anteprima del suo disco "A famous local singer" (SCHEDA E TOUR) STORIFY Il Tirreno e la realtà aumentata
Ironia e musica, il lavoro per il nuovo cd e la vita di tutti i giorni. Così Bobo Rondelli si è presentato ai lettori del Tirreno che per oltre un’ora hanno seguito il videoforum con in compagnia del cantautore livornese ospite in redazione (FOTO). Intervistato da Cristiana Grasso e Giorgio Carlini, Bobo si è lasciato andare a battute e strimpellate all’ukulele. Anche il cane Gino ha voluto dire la sua facendosi notare nonostante non fosse ripreso dalle telecamere. Il suo nuovo cd “A famous local singer”, in anteprima esclusiva con il giornale, ha incuriosito i lettori che gli hanno chiesto la genesi del titolo. Bobo ha spiegato che un suo amico si era fissato a leggere i cartelli turistici e che in uno di questi, precisamente in quello del Parterre, hanno letto la frase “Interpreted by a famous local singer, Bobo Rondelli” e da qui l’idea di intitolare così il suo ultimo cd: “Non si capisce se sono un cantante famoso locale oppure un cantante locale famoso”, ha detto Bobo. Il cantautore livornese ha parlato anche della canzone italiana d’amore: “Ciò che conta è ciò che stai vivendo al momento. Se vivi una delusione sei più portato a cantare una canzone triste mentre se sei innamorato ne scriverai una più leggera”.
A un lettore che gli ha chiesto cosa ne pensasse dei talent show ha risposto con ironia: “Il detto finisce con....tutti alla Meloria. Mi avevano chiesto di fare il giudice a X Factor ma poi non mi hanno più richiamato”. Rondelli ha anche parlato del suo rapporto con la musica internazionale: “Da bimbo ero nei boy scout e da lì ho cominciato ad ascoltare i Beatles, poi sono passato ai Rolling Stones. Da lì ho conosciuto i grandi artisti anglosassoni e americani: gli Who, Lou Reed e Willie De Ville”. Anche il produttore del nuovo disco, Patrick Dillet, che aveva già lavorato con David Byrne dei Talking Heads, è americano: “Non lo so se gli interessava la mia musica o se voleva solo farsi un viaggio in Italia. Il disco è realizzato insieme all’Orchestrino e comprende tutta una parte orchestrale, tra cui c’è anche la cover di 24mila baci”.
Un lettore gli ricorda una sua performance alle Salumerie della musica a Milano e Bobo ha ricordato due grandi cantautori della città della Madonnina: Jannacci e Celentano. “I miei artisti di riferimento sono gli artisti milanesi degli anni ’60 e io stesso mi ritengo un underoaddino: io stesso sono nato sulla strada”. Bobo durante la diretta ha suonato per i lettori: "Un treno verso Sud", un inno dedicato ai Lions, la squadra di rugby del figlio e "Il paradiso in sogno". Rondelli ha anche accennato Ruby Tuesday dei Rolling Stones.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
