Il Tirreno

Limonaia chiusa e parco nel degrado

di Alessandra Bernardeschi
Limonaia chiusa e parco nel degrado

Il locale è passato sotto la gestione di Armunia, ma rischia di non aprire per l’estate. Arredi rovinati intorno al Pasquini

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CASTIGLIONCELLO. La gestione della Limonaia da febbraio è passata ad Armunia. Ma, al 16 di maggio, le porte del locale inserito nel parco del Castello Pasquini sono ancora chiuse. E tutto tace sull’eventuale apertura di quegli spazi.

Se ne sono accorti, ed hanno chiesto delucidazioni sull’intera vicenda, anche quei residenti che martedì sera si sono incontrati con l’assessore all’urbanistica Margherita Pia in un incontro promosso dall’assemblea permanente di frazione.

Nonostante che la stagione turistica sia ormai alle porte e che, soprattutto nei week-end, Castiglioncello inizi ad ospitare i primi amanti della tintarella, alla Limonaia, locale appositamente ricreato anni fa durante la riqualificazione e ristrutturazione del castello Pasquini, non sono state ancora avviate attività di intrattenimento e ristorazione.

Occhi puntati anche su alcune strutture all’interno del parco del Pasquini, che avrebbero urgente bisogno di manutenzione.

Andiamo per ordine. La gestione della Limonaia, così come il castello o il parcheggio a pagamento retrostante il giardino del Pasquini, da febbraio scorso è passata alla fondazione Armunia nata dalle ceneri dell’omonima associazione.

La Fondazione, attraverso una gara, doveva affidare i locali a un gestore visto che l’ultimo, Umberto Chisci, ha deciso di riconsegnare le chiavi della Limonaia alcuni mesi prima della scadenza del contratto.

Fatto sta che a 15 giorni dall’inizio della stagione estiva, il giardino del castello Pasquini, situato a due passi da piazza della Vittoria, è ancora chiuso come hanno sottolineato alcuni residenti di Castiglioncello ai quali preme sapere la data di apertura della struttura e se, anche questa estate, vi saranno programmati eventi.

Problemi anche per lo stato di manutenzione degli arredi e di alcune strutture che si trovano all’interno del parco del castello Pasquini. Dalla Virgola, ex dimora del casiere oggi centro Diego Martelli i cui intonaci si stanno sbriciolando, alla piccola casetta, utilizzata come magazzino a due passi da piazza della Vittoria e dalle scale che portano al parcheggio, fino alle vasche che arredano il giardino piene di foglie e con i faretti, che avrebbero dovuto proiettare giochi di luce, ormai tutti rotti. Rotto anche il piccolo chiosco in legno di fine secolo dietro al Centro Diego Martelli.

Insomma, se non si può parlare di vero degrado, sicuramente l’aria che si respira attorno al castello Pasquini, baricentro della cultura Castiglioncellese e di buona parte del territorio comunale, è sicuramente di abbandono e incuria.

Altro punto particolarmente dolente è il viale don Milani che dall’interno del parco porta sino al parcheggio di via d’Ancona. Lungo il camminamento i lampioni che dovrebbero illuminare il passaggio da settimane sono completamente spenti.

Questo, per problemi di sicurezza, rende impossibile il regolare utilizzo del parcheggio ma anche transitare lungo il viale per raggiungere il sottopasso che porta alla stazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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