Il Tirreno

Borsa merci la verità sull'apertura

di Antonio Costantino*

Le notizie apprese con grande soddisfazione dai giornali, nel lontano 2010, che presto la Borsa merci sarebbe tornata, rinnovata e ampliata nelle sue funzioni, nella sua sede...

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Le notizie apprese con grande soddisfazione dai giornali, nel lontano 2010, che presto la Borsa merci sarebbe tornata, rinnovata e ampliata nelle sue funzioni, nella sua sede storica di Piazza della Libertà, si sono dimostrate infondate, nel silenzio assordante del presidente Nardi e, soprattutto, delle associazioni di categoria che sono presenti nella Camera di Commercio. Forse questo è dovuto anche ad un’endemica mancanza di risorse? In tal caso sarebbe interessante sapere se gli investimenti della Camera di commercio sono stati destinati esclusivamente al Comune di Livorno e alla zona della Val di Cornia lascando nell’oblio solo la Val di Cecina.

Pertanto sono costretto a ripetere quanto già scritto nel giugno del 2010, sperando di avere maggiore ascolto.

La Borsa merci sarebbe fondamentale per offrire uno strumento di supporto per le aziende, che ne hanno particolarmente bisogno in un momento difficile dell’economia nazionale e internazionale, soprattutto in un territorio come la bassa Val di Cecina dove le attività più importanti sono il commercio, l’artigianato, l’agricoltura e il turismo, senza dimenticarsi dell’industria che ha avuto il suo polo di eccellenza a Rosignano, ma che dovrebbe essere ampliata su altre zone del nostro territorio.

La Borsa merci era il punto d’incontro non solo del mondo agricolo (con aziende che provenivano da una zona che andava dalla Val di Cornia a Pisa), infatti, la piazza della Libertà era stracolma di persone che frequentavano la Borsa merci, ora è stracolma di pullman, e non è la stessa cosa. Ed allora è giusto rinnovare la struttura e le funzioni della Borsa merci, come proposto anche dal presidente della Ccia, tuttavia le nuove funzioni non dovrebbero distaccarsi dalla storia della Borsa e di questo territorio fornendo, prima di tutto, servizi di qualità alle imprese di tutto il comprensorio della Val di Cecina e garantendo un approccio interprovinciale. Inoltre sarebbe auspicabile, vista la collocazione strategica della sede, pensare di collocare al suo interno lo sportello unico per attività produttive della Bassa Val di Cecina. Un'ulteriore opportunità sarebbe l’inserimento nella nuova Borsa merci di un ufficio turistico per la Bassa Val di Cecina, vista la frettolosa abolizione delle Apt da parte della Regione sul versante della promozione turistica. In questo modo otterremmo anche una coerenza nella promozione del territorio, valorizzandone i prodotti agricoli, ambientali, storici e culturali. Proprio per queste potenzialità, che a mio parere sono enormi, chiedo di conoscere la verità in merito alla riapertura della Borsa, per capire se le aziende di questo territorio possono sperare di avere un supporto da parte della Ccia.

* presidente consiglio

comunale di Cecina

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